La terza ondata. Ecco cosa combinavo al voltar del millennio. Ero stata invitata a Ricercare, un evento letterario di Reggio Emilia, voluto da alcuni esponenti del gruppo ’63, che metteva in trincea giovani scrittori, tra i quali un anno ci fui anche io. Dovemmo leggere i nostri testi, davanti a un folto gruppo di affamati editor delle case editrici più importanti, nonché robusti critici letterari che menavan fendenti. Una cosa da paura. Ci vollero mesi per riprendermi. L’anno dopo Renato Barilli mandò in libreria il suo saggio È arrivata la terza ondata.
Mi chiamo Italo Calvino. Sono nato a Sanremo. Sono tanto nato a Sanremo che sono nato in America, perché mio padre si era trasferito in Messico e poi a Cuba, per la sua professione di agronomo. Nel 1920, a 45 anni, sposa mia madre Eva Mameli, una botanica affermata, la prima docente universitaria donna in quella disciplina in Italia. È molto felice di partire per Cuba, dove io nasco tre anni più tardi.
Non vi siete mai imbattuti nei cavalli selvaggi? Cosa aspettate?
Un bello spavento
Vedo i suoi occhi vigili che mi stanno puntando, comincia a galoppare. È in cima alla collina, noi siamo a un centinaio di metri più in basso, ma sta guardando me. Ho paura, mi sposto indietro.
Evelina, la nostra esperta guida, che prima ci ha consigliato di camminare accucciati, ora invece ci ordina di alzarci tutti in piedi dritti e di alzare le mani in alto: «Così ci percepisce come ostacolo e non viene verso di noi». Lui non interrompe la sua irrequieta cavalcata ma vira verso destra, prendo coraggio e lo fotografo, con la sua criniera bionda al vento.
L’erba del prato è alta e le sue zampe spariscono nel verde. Più in basso raggiunge due femmine e un puledro, che lo seguono per un po’, galoppando. Poi si fermano e si mettono a brucare l’erba tutti e quattro. La foto in apertura di questo reportage – mi sembra impossibile a pensarci ora – ma l’ho fatta io con lo smart phone, e racconta proprio questo momento emozionante.
Questa intervista a Seamus Heaney (1939-2013) è del 2009
Ha uno sguardo profondo Seamus Heaney, poeta premio Nobel nel 1995. Sembra intravedere mondi lontani. I suoi capelli bianchi e lunghi un po’ spettinati contrastano piacevolmente con il completo blu.
Seamus Heaney porta sempre con sé il paesaggio irlandese ovunque vada, i suoi colli brulli, i laghetti nascosti, luoghi fuori dai circuiti, dove il silenzio detta i ritmi e la natura governa le vite. Se è vero che ciascun individuo ha un suo luogo d’elezione, e che ogni emozione non può prescindere dal paesaggio originario, ecco che Seamus Heaney ha trovato l’ambiente ideale per la sua scrittura a Glanmore Cottage, tra Dublino e Wexford.
Sono tre anni oggi che è morto il politologo e storico Giorgio Galli.
È da poco uscito un volume con diversi interventi, “Per Giorgio Galli” a cura di Maria Grazia Meriggi, edito da Biblion, che ne traccia il profilo attraverso undici saggi e quattro «ricordi».
Giorgio Galli, chi era
È stato per tanti anni professore di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Milano, dedicando gran parte dei suoi lavori all’analisi del sistema politico italiano. Aveva un interesse particolare per il connubio tra storia ufficiale ed esoterismo.
Forte era il legame tra Italo Calvino e Sanremo. Era uno scrittore ligure, dunque? Questa definizione non ha senso se si pensa ai milioni di lettori sparsi in tutto il mondo che si sono imbattuti nei suoi testi, alcuni dei quali senza nemmeno riflettere sul fatto che fosse italiano.
Oneglia e Porto Maurizio, una volta cittadine indipendenti, ora fanno parte di Imperia. Hanno anche due diversi entroterra con una costante comune: le foreste d’oliveti che ogni anno producono la cultivar taggiasca. Un’oliva che fornisce l’olio genuino, dolce e leggero (massimo di acidità uno per cento) del ponente ligure, che serve per condire piatti dal sapore delicato. Oggi ci inoltriamo nella valle del Maro.
È in libreria e sulle principali piattaforme internet il mio nuovo libro, “Italo Calvino a Sanremo, alla ricerca di una città scomparsa” (il canneto editore). Un lavoro che contempla più di trent’anni di ricerca. Sono anche io nata e cresciuta a Sanremo, come lo scrittore, e pure io sono andata via dopo il liceo. Per questo motivo, il libro è anche espressione del mio personale rapporto con una città difficile, per cui provo un’attrazione profonda e spesso tormentata.
Di seguito pubblico l’introduzione del libro e qui potete leggerne qualche pagina.
Terminati i lavori del nuovo tratto di pista ciclabile di San Lorenzo al Mare. Da sabato 22 aprile 2023 una lunga ciclovia collegherà Ospedaletti a Imperia, passando per Sanremo, Arma di Taggia, Riva Ligure, Santo Stefano e San Lorenzo al Mare, un tratto di oltre 28 chilometri.
































































