Amo mappare i territori, percorrerli a piedi o immaginarli e descriverli con le parole. Per questo vi propongo un classico giro per Imperia, andando a frugare nella sua storia e nelle sue parti più belle. Un testo che fa parte di una guida che ho scritto per il Touring qualche anno fa. Se avete voglia di suggerirmi qualcosa nei commenti da aggiungere ne sarò felice. Nella foto d’apertura: ho rubato uno scatto al mare d’Imperia in un giorno terso.

Imperia: non è una città come le altre

Con un passato importante per le sue industrie alimentari, Imperia ora è diventata un punto di riferimento per il turismo: di risorse paesaggistiche e culturali ne ha da vendere.
Non è una città come le altre. È nata nel 1923 dall’unificazione di Oneglia e Porto Maurizio.
Fino al 2016 aveva due stazioni ferroviarie, ma ha ancora due porti (più turistico quello di Porto Maurizio, più commerciale/peschereccio quello di Oneglia), due svincoli autostradali, due dialetti e, fino a tempo fa, aveva due feste patronali.
Pure i nuclei abitati, come si vede dalla carta della città, sono rimasti divisi, anche se si è cercato di unirli, costruendo, negli anni Trenta, il municipio a metà strada. Rivali da secoli, i ciantafourche (gli onegliesi così soprannominati dai portorini per il patibolo che faceva mostra di sé in città) e i cacelotti (i portorini così soprannominati dagli onegliesi per il nome di un boia) ormai da quasi un secolo convivono nello stesso comune di Imperia.

Un giro per Oneglia

Oneglia è la parte più commerciale di Imperia e lo si vede camminando per Piazza Dante, tutta porticata, dove si affaccia anche l’ex municipio costruito nel 1890 su progetto dell’architetto Regnoli. Oppure sotto i portici ottocenteschi di via Bonfante, pieni di negozi e bar.
In piazza San Giovanni si incontra la basilica dedicata al Battista (1762) con dipinti della scuola ligure e un tabernacolo in marmo (1516). Un grande murales su un edificio della piazza riproduce una stampa di Oneglia del 1682.
Proseguendo per via San Giovanni si scorge piazza Andrea Doria con il bel mercato coperto. La parte vecchia, con le antiche case dei pescatori, è concentrata proprio qui vicino al porto e a calata Cuneo, dove si trovano le pescherie, i ristoranti di pesce e la casa dove, nel 1466, è nato Andrea Doria.

Il traffico portuale è diminuito notevolmente e ora i “camalli” non affollano più i baretti e i ristoranti sotto i portici. Il porto è diventato soprattutto peschereccio e se si è fortunati si può assistere all’asta del pesce.
Alla fine di calata Cuneo si incontra Piazza De Amicis, con la casa dove è nato l’autore di “Cuore”. Da qui si può facilmente raggiungere la zona industriale con la vecchia sede degli stabilimenti Agnesi, che hanno chiuso i battenti nel 2016 e con loro se n’è andata per sempre un pezzo importante della storia della città.

Molo di Levante e Incompiuta

Dalla parte opposta di calata Cuneo, si può raggiungere il molo di levante da dove si gode il panorama della città e delle montagne, o giungere fino a spianata Borgo Peri, ricca di palme e stabilimenti balneari.
In fondo alla passeggiata inizia l’Incompiuta. Così è stata soprannominata dagli imperiesi la strada costiera che avrebbe dovuto condurre a Diano Marina, evitando la panoramica ma tortuosa Aurelia che sale sulla cima di Capo Berta, l’unica tuttora percorribile in auto.
Posto ideale per fare footing in riva al mare, percorrendola si possono raggiungere le baie selvagge della Galeazza. Sopra incombe la collina di Capo Berta punteggiata di pini che si protendono sul mare. C’è chi, in qualche angolo appartato, pratica il nudismo.
Altre passeggiate partono da Piazza Calvi, la più orientale della città dove, oltre all’ex edificio degli Scolopi, si trova la chiesa di San Biagio (sec. XVIII), facciata neoclassica e campanile barocco, con tre altari in marmo del genovese De Ferrari.

Villa Grock

Da qui si possono raggiungere la collina delle Cascine e villa Grock, una costruzione originale antecedente alla Seconda Guerra Mondiale, con bizzarri motivi ornamentali e un parco scenografico, residenza del clown svizzero Adrien Wettach.
Sempre in località Cascine, si trova la casa che Luciano Berio, il grande compositore di Oneglia, ha donato alla Società Operaia di Mutuo Soccorso.

Gli ulivi anche nei musei

Oneglia è sede di uno dei musei più belli d’Italia, voluto dai Fratelli Carli, industriali dell’olio: il museo dell’Olivo, allestito in una palazzina liberty. Le sue valli sono qui rappresentate con l’attività lavorativa che più di ogni altra le contraddistingue: la potatura degli ulivi; la raccolta e la macina delle olive e, infine, la produzione dell’olio. Il percorso museale è diviso in diciotto sale.
Vi vengono illustrate, tra le altre cose, le varie tecniche di coltivazione (greca, romana, medievale e moderna). Si possono ammirare reperti archeologici e pezzi di antichi frantoi (a trazione animale o idraulici) e scoprire che l’olio anche in passato veniva usato per la cosmetica e la medicina.

Da non perdere la ricostruzione della stiva di un’imbarcazione romana.
Nel piazzale fa bella mostra di sé un frantoio del 1600.

In giro per Porto Maurizio

Tra Oneglia e Porto Maurizio, in Corso Matteotti, si incontra l’edificio che le unisce dal punto di vista amministrativo, costruito simbolicamente a metà strada: il Municipio. Vicino, in piazza della Vittoria, è stata eretta, nel 1932, la statua dedicata a De Amicis, con i fondi raccolti tra gli alunni delle scuole elementari dell’epoca.
Più avanti, sulla destra, si trova l’ex Hotel Riviera, ora sede della Prefettura e della Provincia. Il centro commerciale di Porto Maurizio si è sviluppato intorno ai palazzi sette-ottocenteschi di via Cascione, dove si trova il Teatro Cavour del 1862.

Il magnifico Parasio


Ma la parte più interessante e suggestiva è, senza dubbio, il Parasio, il borgo medievale con le tipiche viuzze che si inerpicano verso la sommità della collina.

Nella chiesetta di San Leonardo, dedicata al tanto discusso patrono di Imperia, sono custoditi dipinti di De Ferrari, Bruno e Conca.
Da non perdere la facciata barocca dell’oratorio di San Pietro (costruito nel 1200 e ampliato nel 1752) o gli archi gotici di Palazzo Pagliari.

Dalle logge del Convento di Santa Chiara, fondato dalle Clarisse, si gode il panorama di tutto il golfo: è il luogo più romantico della città dove gli adolescenti si incontrano per i primi approcci, come testimoniano le numerose scritte a pennarello che spiccano sui pilastri che sorreggono le alte arcate.
Scendendo per un sentiero in mezzo agli ulivi e alle eleganti ville, si può raggiungere la scenografica passeggiata di via Morardo. Da Santa Chiara, invece, la vista spazia fino alla Torre di Prarola, costruita vicino agli scogli ma con le fondamenta in acqua: era una torre di avvistamento contro il pericolo turco collegata con quella di Santo Stefano e con la fortezza di Arma di Taggia.

Scrive Italo Calvino:
Dalle torri che sorgevano su tutti i capi e i promontori le sentinelle scrutavano sul mare l’apparire delle flottiglie dei predoni; l’allarme veniva dato mediante fuochi accesi in cima alle torri; i segnali, raccolti dal guardiano della torre vicina, venivano ripetuti e trasmessi da una torre all’altra per tutta la costa. (…) esse sorgono a distanza di sguardo, quali elementi di un semplice telegrafo ottico, come i fuochi degli indiani nei western”.

Scendendo da Parasio si incontra l‘enorme mole del Duomo di San Maurizio, costruito tra il 1781 e il 1838.

Il mare, le spiagge e il porto di Porto Maurizio

Borgo Prino è il quartiere più a ponente della città: una lunga passeggiata sul mare costeggia i bar, i ristoranti e le pizzerie. Proseguendo verso levante si incontrano i quartieri della Foce e, poi, Borgo Marina, con il porto turistico.
Sul molo fa bella mostra di sé una palazzina liberty. Lì vicino è situato lo stabilimento Spiaggia d’Oro, da vedere prima di andarsene da Imperia.
Le case che si affacciano sul mare restituiscono l’atmosfera tipica dei borghi marinari liguri. La Foce e la Marina sono collegati tra di loro da una stupenda passeggiata pedonale – la foto d’apertura è stata scattata da lì in un giorno con il mare limpido come il cristallo – situata ai piedi del Parasio e a picco sul mare: un angolo di Liguria vera che ricorda le più selvagge Cinque Terre.

Se la si percorre di notte, in una calda sera d’estate, quando il mare è calmo, le luci dei lampioni illuminano la scenografica scogliera a filo dell’acqua. Lungo il sentiero la vegetazione emana i tipici profumi mediterranei.

L’elegante caffè Vittoria, situato sull’Aurelia, tra il porto e il Parasio è un raffinato punto d’incontro e produce pasticceria e gelati artigianali.

Il raduno delle vele d’epoca

Come ricorda un monumento a Borgo Marina, sono tanti gli imperiesi che tentarono di doppiare Capo Horn affidandosi ai venti: la tradizione di spedizioni in mare partite da Imperia è lunga. Sarà anche per questo che la città è diventata ormai famosa tra i collezionisti di vele d’epoca che qui si incontrano dal 1986.
Molte misurano più di 20 metri e appartengono ad appassionati di tutto il mondo che le hanno rimesse in sesto. Sono state definite musei galleggianti anche perché all’interno custodiscono gelosamente argenterie e pezzi d’antiquariato.
Le barche a vela, durante l’evento, non sono sempre attraccate in porto ed è uno spettacolo vederle in azione durante le suggestive regate. Le imbarcazioni ammesse sono gli yachts d’epoca costruiti prima del 1950 e gli yachts classici costruiti tra il 1950 e il 1974. La manifestazione ha luogo a Borgo Marina (Porto Maurizio).

Due storie per una città

Oneglia-storia

Il territorio era già abitato in epoca preistorica come testimoniano i reperti ritrovati sul monte Faudo. Poche sono le tracce lasciate dai romani, tra cui alcuni resti del ponte sul torrente Prino.
Già nel medioevo Oneglia e Porto Maurizio erano due mondi a parte: nel 1000 avevano due corti e giurisdizioni feudali distinte.
Oneglia, signoria del Vescovo di Albenga, fu venduta ai Doria nel 1298: infatti Andrea Doria nacque proprio qui. Il feudo fu poi ceduto a Emanuele Filiberto di Savoia nel 1576. Il Piemonte trovò il suo porto, mentre il popolo, che non era mai andato troppo d’accordo con i Doria, trovò finalmente una dinastia a cui essere fedele.

Porto Maurizio-storia

Porto Maurizio, invece, divenne libero comune, ottenendo l’indipendenza dai Marchesi di Clavesana nel 1161. Ma poco più di un secolo dopo, nel 1288, fu annesso alla Repubblica di Genova, con il compito di vigilare sul territorio da Ventimiglia a Savona.

Nel 1815, dopo la caduta di Napoleone, Porto Maurizio ed Oneglia entrarono entrambe a far parte del Regno di Sardegna. In realtà, già dal 1796, con la Costituzione della Repubblica Ligure, annessa poi alla Francia, avevano sperimentato un difficile riavvicinamento. Nel 1848 fu finalmente inaugurato il ponte sul fiume Impero che permetteva un più veloce collegamento tra le due città.


Quando Nizza venne ceduta alla Francia (1860), Porto Maurizio diventò capoluogo di provincia, con gran dispetto dei ciantafourche. Vi vennero costruite ville eleganti e stupendi parchi e cominciò a diventare meta turistica. Lo sviluppo delle due città subì un colpo di arresto con il terremoto del 1887 e la ripresa economica fu lenta.
In seguito, la famiglia Agnesi di Pontedassio fondò un’industria alimentare, mentre i Carli divennero imprenditori nel settore oleario.

Imperia, via vai di cervelli

La Sasso, invece, oltre che produrre olio, divenne un luogo d’incontro letterario, tramite la rivista La Riviera Ligure, alla quale collaborarono, sotto la guida di Mario Novaro, figlio del fondatore dell’oleificio, i migliori scrittori e poeti della prima metà del Novecento, tra cui Pascoli, Pirandello, Capuana, Deledda, Alvaro, Boine, Ungaretti, Campana, Rebora, Saba e Sbarbaro.

Buon giro, Imperia può dare tanti spunti al visitatore attento.

Gigi Picetti mi ricorda che a Imperia c’è il centro sociale la Talpa e l’Orologio, che un tempo era in centro a Porto Maurizio, di fronte al caffé Vittoria e ora è stato decentrato Via Argine Destro 625.

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