All’inizio del secolo scorso, D. H. Lawrence (Eastwood, 1885 – Vence, 1930), lo scrittore inglese autore di Lady Chatterley e di Figli e amanti, e la sua compagna Frieda von Richthofen (Metz 1879-Taos 1956) scovarono un luogo incontaminato, la piccola baia di Fiascherino, vicino a Tellaro, in Liguria, dove trascorsero un periodo intenso e sereno, nell’attesa del divorzio di Frieda, per poi sposarsi.

Avevano un forte desiderio di vivere in un luogo selvaggio che fosse in sintonia con il loro umore e la loro ricerca letteraria e artistica.

Una coppia all’avanguardia per l’epoca

Da Lerici raggiunsero la casa rosa, via mare, per viverci dalla fine del 1913 al giugno del 1914. Non erano sposati, il loro rapporto era trasgressivo per l’epoca: amanti in fuga da una società inglese culturalmente più avanzata di quella italiana, ma ancora convenzionale per approvare la loro unione.

Tutt’intorno alla casa c’erano solo ulivi, viti, orti, fichi e i pini d’Aleppo, aggrappati alle rocce, a precipizio sul mare. Dal loro rifugio scorgevano le isole del Tino e della Palmaria, che chiudono il golfo di La Spezia. La coppia fuggiva dal mondo urbanizzato, non esisteva neanche una strada per raggiungere la loro abitazione, come scrive nella lettera a W. E. Hopkin che ho citato. In questa atmosfera deve essere stata una visione veder arrivare un pianoforte trasportato su una barca: lo voleva Frieda, per suonare di sera.

Lasciamo parlare D.H.Lawrence:

Abbiamo una deliziosa casetta rosa qui sul Mediterraneo, mia moglie e io, e una bizzarra cameriera italiana. E una piccola baia rocciosa con una bella spiaggia e solo due case: una che appartiene a un contadino, e questa. Le colline sono tutte olivi e vigneti, con qualche pino… Scendo in spiaggia e faccio un bagno e me la godo. Non hai mai visto un’acqua così chiara. Fra l’altro non nuoto più di una decina di metri, così cerco sempre di seguire l’astrale Shelley e sprofondare nelle onde.
Non ci arrivano i carri, non esiste né una strada né una mulattiera. Le cose di cui abbiamo bisogno vengono portate dai contadini sulle loro teste, oppure giungono sulle barche a remi.

Preferiscono frequentare i contadini piuttosto che i ricchi inglesi

Trascorrono le giornate, facendo il bagno, dipingendo, scrivendo lettere agli amici. D. H. Lawrence, nel frattempo,  dà alla luce due romanzi, L’arcobaleno e Donne innamorate. Spesso di sera cenano con gli amici contadini –  Lawrence era figlio di un minatore – mangiando con le mani, e poi ballano sulla spiaggia. Preferiscono trascorrere il tempo con gli abitanti del posto, piuttosto che nelle ville prestigiose che i ricchi inglesi possiedono a Lerici. «Ieri abbiamo trascorso la giornata dai Cochrane – scrive D. H. Lawrence – che sono straricchi, maggiordomo e cameriere per servire quattro persone a pranzo». E poi: oltre che essere “ricchi e antipatici”, pagano gli italiani con l’oro, però gli tirano dei ceffoni in faccia.

D. H. Lawrence e un matrimonio combinato

Una curiosità: Lawrence così descrive un matrimonio combinato dove viene invitato: «Ci sarà un matrimonio giù in paese, sabato prossimo. La sposa vestita in seta bianca e fiori di arancio deve arrampicarsi per sentieri paurosi tre ore fra andata e ritorno, per andare dal Syndaco of Ameglia, a sposarsi. Messa alla 7.30 a Tellaro – piccola colazione a casa della sposa alle 8,30 – un boccone  – matrimonio alle 10 ad Ameglia – pranzo quaggiù a mezzogiorno. Noi siamo invitati. Ma è piuttosto triste, non è che lui la desideri eccessivamente».

Gli scrittori inglesi alla ricerca di luoghi isolati

Tellaro, all’inizio del secolo scorso, era isolata dal mondo e certe antiche usanze erano ben lontane dalla mentalità di intellettuali abituati a viaggiare e a vivere nelle grandi città del nord Europa, come D H Lawrence e Frieda. Proprio come successe a Mary e Percy B. Shelley un secolo prima, che vissero a San Terenzo di Lerici.  

Qualcuno racconta che, spesso, Lawrence andava a Tellaro a trovare la sua cameriera e scriveva. Dopo qualche anno la donna, non sapendo cosa farsene di quei manoscritti, li prese e li gettò in mare. Gli studiosi si mettano pure le mani sulla testa, Lawrence forse è contento che quegli scritti siano stati affidati alle onde che inghiottirono Shelley.

Frieda von Richthofen Lawrence, La baia di Fiascherino, acquerello, 1914
Frieda von Richthofen Lawrence, La baia di Fiascherino, acquerello, 1914. Questo quadro di Frieda (firmato FR) fu regalato ai vicini e amici italiani ed è rimasto di proprietà della famiglia Cimati Fiori. (Da Angloliguria, a cura di Massimo Bacigalupo, il canneto editore)


Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista Blue nel 2004.

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