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Attenzione a fare questo itinerario. Come spiego nel reportage, ci sono punti pericolosi. La scrivente declina ogni responsabilità se qualcuno non dovesse usare le dovute precauzioni e avere un incidente. La montagna va rispettata. 

Dopo questo intervento un po’ brutale, una bella cosa: il Sentiero degli Alpini, nel 2020 è candidato a diventare Luogo del Cuore del Fai, come un altro posto che amo molto, a picco sul mare: Monesteroli alle Cinque Terre. Sono tutti e due da votare, vedete voi!

Io avevo paura, una paura da morire a fare il Sentiero degli Alpini, in Liguria al confine con la Francia. Da anni cercavo di convincermi, consultavo guide alpine, passavo in rassegna video su YouTube, e mi spaventavo sempre di più. Però il desiderio era così forte, tant’è che il mese scorso ho avuto la bella idea di proporre ad un gruppo di amici di inerpicarci fin lassù, ed hanno accettato entusiasti. Ormai non potevo tornare indietro.

Non vi siete mai imbattuti nei cavalli selvaggi? Cosa aspettate?

Un bello spavento

Vedo i suoi occhi vigili che mi stanno puntando, comincia a galoppare. È in cima alla collina, noi siamo a un centinaio di metri più in basso, ma sta guardando me. Ho paura, mi sposto indietro.

Evelina, la nostra esperta guida, che prima ci ha consigliato di camminare accucciati, ora invece ci ordina di alzarci tutti in piedi dritti e di alzare le mani in alto: «Così ci percepisce come ostacolo e non viene verso di noi». Lui non interrompe la sua irrequieta cavalcata ma vira verso destra, prendo coraggio e lo fotografo, con la sua criniera bionda al vento.

L’erba del prato è alta e le sue zampe spariscono nel verde. Più in basso raggiunge due femmine e un puledro, che lo seguono per un po’, galoppando. Poi si fermano e si mettono a brucare l’erba tutti e quattro. La foto in apertura di questo reportage – mi sembra impossibile a pensarci ora – ma l’ho fatta io con lo smart phone, e racconta proprio questo momento emozionante.

Se a Genova si percorre l’antica via Romana chiudendo gli occhi e facendo lavorare la fantasia, si può sentire il rumore delle ruote dei carri sul selciato, il nitrire dei cavalli, le urla degli artigiani e dei locandieri che cercano di attrarre l’attenzione dei viandanti.

San Bernardo di Conio (IM), 25 aprile. Voglio raccontarvi un’avventura, una Via Crucis del tutto particolare, una sorta di pellegrinaggio alla ricerca delle tracce lasciate dai partigiani nel Ponente ligure. Circondata da una nebbia densa mi sono arrampicata da San Bernardo di Conio fin sul Monte Grande: una cima che spicca verso il mare digradando sulla Valle Argentina e la valle Arroscia. Proprio qui una ventina di partigiani hanno messo in fuga i soldati tedeschi e i Repubblichini, nel settembre del 1944.

Monesteroli alle Cinque Terre: la scala verso il paradiso, ora forse potrebbe diventare luogo del cuore del FAI. Tutto dipende anche da te, se vuoi vota qui

Prima di farlo, puoi anche leggere tutto il reportage, il link per votare è anche in fondo