La Lerici di Mary Shelley, l’autrice del “Frankenstein”

Nel Golfo della Spezia ci sono tante piccole baie e la nostra era senza dubbio la più bella – le due estremità erano dei promontori coperti dalla vegetazione coronati da castelli, ai piedi dei quali c’erano, da una parte Lerici, che era più lontana, e dall’altra San Terenzo.

Gli alberi ricoprivano le colline che racchiudevano la baia e alcune belle macchie di boscaglia contrastavano con le rocce, il castello e il paese – il mare si estendeva di fronte a noi, mentre a Levante potevamo vedere il promontorio e le isole che erano situate ad un estremo del golfo – guardar il sole mentre tramonta su questo paesaggio, le stelle brillare e la luna sorgere era di una bellezza stravolgente

Mary Wollstonecraft Shelley visse a Lerici qualche momento felice nel 1822. Un soggiorno che si concluse con la tragica morte del suo compagno Percy B. Shelley.

Una vita tormentata quella di Mary, autrice di uno dei capolavori della narrativa inglese, quel Frankenstein diventato un mito del moderno, con il quale ancora oggi l’umanità si confronta: il desiderio di dare vita ad un essere vivente in laboratorio.

Nata a Londra nel 1797, unica figlia del filosofo William Godwin e di Mary Wollstonecraft, autrice di uno dei primi libri che rivendicava i diritti delle donne. La madre di Mary morì nel darle la luce e la piccola crebbe con il padre.

Un trauma che si portò dietro tutta la vita, anche se Godwin amava e stimava profondamente sua figlia. A sedici anni, Mary si innamorò del poeta romantico Percy B. Shelley, nonostante fosse sposato.

Mary e Percy B. Shelley: Casa Magni è sempre lì di fronte al mare

Ti ho descritto il posto dove vivevamo: la nostra casa desolata, la bellezza e insieme la stranezza del paesaggio e la gioia che Shelley riceveva da tutto ciò – non è mai stato così bene di salute e di umore come in questo periodo.

Mary Shelley arrivò a Lerici nell’aprile del 1922 insieme al marito Percy, il figlio e gli amidi Edward e Jane Williams. Aveva 25 anni. 

La casa era a San Terenzo, ed è ancora lì. Si chiama Casa Magni e non è difficile trovarla perché è proprio di fronte al mare lungo la strada che porta a Lerici.

La si riconosce grazie ai cinque archi e alla lapide del poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, che evoca la tragica morte di Percy B. Shelley annegato in mare durante una tempesta

Da questo portico in cui s’abbatteva / L’antica ombra di un leccio / Il luglio del MDCCCXXII / Mary Godwin e Jane Williams /Attesero con lagrimante ansia / PERCY BYSSHE SHELLEY / Che da Livorno su fragil legno veleggiando / Era approdato per improvvisa fortuna / Ai silenzi de le isole Elisee. / O benedette spiagge / Ove l’amore, la libertà, i sogni / Non hanno catene.

Lerici: qualche momento sereno per gli Shelley, nonostante tutto

Un vero scandalo per i paesani di Lerici il comportamento degli Shelley e dei loro amici. Percy si aggirava spesso nudo in spiaggia oppure si avventurava in mare sulla sua imbarcazione.

Il loro soggiorno non passò certo inosservato. D’altronde anche i londinesi amici di Godwin, padre di Mary, non avevano certo apprezzato la fuga della giovane con Percy B. Shelley, un uomo sposato e quanto mai discusso per i suoi comportamenti e le sue idee.

Mary ricambiava l’astio degli abitanti, però viveva dei momenti di intensa felicità.

La bellezza dei boschi mi faceva piangere e tremare. I miei momenti felici erano a bordo di quella barca infelice quando mi appoggiavo con la testa sulle sue ginocchia, chiudevo gli occhi e sentivo solamente il vento e la barca che si muoveva veloce.

La si può immaginare questa giovane donna, creativa, sempre in giro per l’Europa insieme al marito, a Lord Byron, a tanti intellettuali dell’epoca, trascorrere qualche momento di pace e solitudine con il suo uomo nello specchio di mare davanti a Lerici, quelle onde che lo avrebbero inghiottito.

Il tragico epilogo: Percy B. Shelley annega durante una tempesta

L’atmosfera che ci circondava era densa di silenziosi ma riconoscibili segnali d’allarme: la bellezza eccessiva, quasi ultraterrena del luogo, la lontananza da ogni traccia di civiltà, il rumore incessante del mare che lambiva la nostra casa.

Mary Shelley percepisce che una grande sciagura sta per abbattersi sulla sua famiglia, mentre soggiorna a San Terenzo di Lerici.

Infatti pochi giorni dopo suo marito Percy B. Shelley, trova la morte durante una tempesta in mare. Fino all’ultimo Mary va in cerca del marito, illudendosi che la bufera lo abbia sospinto verso la Corsica o l’Elba. Così scrive ad un’amica:

Proseguimmo il nostro viaggio e raggiungemmo il fiume Magra alle 10.30 di sera. Non sono in grado di descriverle ciò che provai in un primo momento quando guadammo il fiume. Sentii l’acqua spruzzare sulle ruote della carrozza. Mi sentii soffocare – feci sforzi per respirare, pensai di avere le convulsioni e lottai violentemente perché Cane non se ne accorgesse – guardando il fiume vidi le due grosse lanterne che bruciavano alla foce.

Una voce dentro di me sembrava urlare forte che quel mare era la sua tomba. Dopo aver oltrepassato il fiume mi ripresi gradualmente.

Dopo pochi giorni il mare restituì il corpo di Percy B. Shelley: venne ritrovato sulla spiaggia di Viareggio.

Ho dormito nella villa che ospitò Mary Shelley a Lerici, qui racconto quella notte incantata. Come fossi entrata in una favola di altri tempi.

L’immagine è tratta da Libreriamo: leggete l’articolo per saperne di più

Ho scritto un libro su un’altra grande donna inglese Constance Lloyd, la moglie di Oscar Wilde, purtroppo sconosciuta ai più. Quando dovette scappare da Londra dopo il processo e la condanna del marito e si trasferì in Liguria, con i loro figli. Per saperne di più, buona lettura.

Ho scritto molti interventi sugli scrittori di Liguria: eccolo qui.

Ecco come negli anni Novanta ho dato vita ai Parchi Culturali e Letterari di Liguria.

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