Chi sono

Sono nata a Sanremo ma vivo a Genova, dopo aver trascorso alcuni anni a Roma e a Londra, par condicio tra confusione e rigore. Amo scoprire storie e raccontarle.

Dopo aver intervistato per qualche decennio Premi Nobel e personaggi famosi del mondo delle cultura e dello spettacolo italiani e stranieri ora desidero sempre più andare a caccia di persone e territori poco conosciuti ma straordinari. Ed è con questa fissa in testa che ho aperto questo sito.

Non disdegno mettere becco su quello che ci sta succedendo intorno. Sto dalla parte dei più deboli e sono una sostenitrice dei diritti civili. Diversamente vegetariana, non mangio carne, ma il pesce ancora sì. Amo il trekking, la natura, gli animali, la narrativa, l’arte contemporanea, il cinema e il teatro. E un’altra vagonata di cose, tra cui il mio compagno e i miei amici.

Per 17 anni ho diretto il web magazine di cultura e tempo libero www.mentelocale.it, portandolo ad essere un punto di riferimento per il Nord Ovest. Ho navigato in acque antiche – i quotidiani cartacei – ma mi sono adeguata con entusiasmo e spirito critico ai new media. Ho lavorato, anche come interna, per le pagine culturali de Il Secolo XIX. Negli anni ho collaborato con Radiorai, D di Repubblica e Tuttolibri de La Stampa.

Da marzo 2018 insegno Informazione Multimediale Integrata all’Università di Genova, per la Laurea Magistrale in Giornalismo ed Editoria. Amo trasmettere quello che so, perché credo che diffondere il sapere sia fondamentale, una vera missione. E una soluzione per uscire dalla crisi.

Ho curato la mostra Dal Fondo dell’opaco io scrivo sul paesaggio letterario di Italo Calvino, che è stata esposta negli Stati Uniti (New York University) e in altri Paesi. Ho pubblicato diversi libri sul rapporto tra letteratura e paesaggio. Miei racconti sono usciti su antologie e riviste. Pian piano piazzerò tutto nell’archivio del sito.

La mia ricerca è sintetizzata in modo magistrale da queste parole di Italo Calvino, tratte da Le città invisibili “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

Su Facebook ho anche un gruppo dove posto i miei articoli: Lo spunto di Laura Guglielmi.