La mia “Lady Constance Lloyd” è in libreria, con un sottotitolo emblematico: “L’importanza di chiamarsi Wilde” (Morellini editore). Sono emozionata, ho cercato di riportare in vita una donna straordinaria, che non ha ancora trovato il posto giusto nella Storia.

Chi volesse comprare il libro on line.

Sì, Oscar Wilde aveva una moglie e due figli
  • l’ha sposata perché era innamorato di lei, non è assolutamente stata un ripiego
  • Constance e Oscar erano la coppia più famosa della Londra di fine Ottocento
  • Constance dopo il processo è stata dimenticata, Oscar del tutto riabilitato tanto da diventare un’icona
  • Oscar è stato iniziato all’omosessualità da un ragazzo di 17 anni che poi è diventato anche molto amico di Constance
  • Oscar ha cominciato ad aver rapporti omo dopo la nascita del secondo figlio
  • È stato Oscar a mettere nei guai sé stesso, Constance e i bambini, per aver denunciato il papà del suo amante, l’aristocratico Lord Queensbery, per diffamazione, perché lo aveva definito pubblicamente sodomita
  • È probabile che Constance abbia scritto alcune opere di Oscar
  • Constance non lo ha mai lasciato e sono rimasti legati anche quando lui è finito in carcere
  • Constance nonostante fosse malata, ha preso un treno ed è andata da Genova a Reading, carcere vicino a Londra, per comunicargli di persona che la madre, Lady Speranza Wilde, era morta.
  • Oscar Wilde è stato un ottimo padre
L’incipit del mio libro

Mi chiamo Constance Mary Lloyd. Avevo ventidue anni quando ho incontrato Oscar Wilde, ma lui non è l’unica cosa importante della mia vita, anche se il nostro è stato un grande amore. Non mi sono mai sentita vittima di mio marito. Questa che state per leggere è la mia storia, la mia parte di verità”.

Constance Lloyd, una bambina sveglia e perspicace

Il libro è diviso in tre atti, come la celebre commedia, L’importanza di chiamarsi Ernesto, che decretò il successo di Oscar Wilde. La vita di Lady Constance Lloyd, però, non fu leggera e scoppiettante come una pièce dello scrittore che scelse per marito, ma nemmeno infelice. Di origine irlandese, come Wilde, crebbe in una famiglia agiata, con una madre insoddisfatta e violenta e un padre assente ed egoista. Molto più dotata del fratello Otho, non ebbe accesso alla sua stessa formazione perché le donne non potevano frequentare l’università. Da adolescente, rimane stregata da Mary Shelley, la geniale autrice del Frankenstein e da Lizzie Siddal, artista preraffaellita, una donna con il fuoco dentro e compagna di Dante Gabriel Rossetti.

Entra in contatto con gli ambienti più esclusivi di fine Ottocento, mentre la regina Vittoria è ben salda al comando di un immenso impero.

Oscar Wilde rimane folgorato da Constance Lloyd

Tanti avrebbero voluto sposarla, ma Constance era in cerca di un marito che la lasciasse libera di realizzare le sue aspirazioni. Il dandy più famoso d’Inghilterra, Oscar Wilde, rimase folgorato mentre la vide recitare in italiano alcuni versi della Divina Commedia. L’amore fu immediato e reciproco: insieme avrebbero conquistato Londra e incarnato un modello di coppia innovativa e originale. Si sposarono ed ebbero due figli, Cyril e Vyvyan.

L’impegno politico e culturale di Constance Lloyd Wilde

Femminista e progressista, Constance è stata paladina di una rivoluzione culturale che voleva migliori condizioni di vita e istruzione per tutte le fasce “deboli” della società inglese, a partire proprio dalle donne. Ai suoi tempi era conosciuta quasi quanto Wilde per il suo impegno nella rigida, e spesso ipocrita, società vittoriana.

Lei, come sognava, accanto a Oscar vive senza rinunciare a nulla: viaggia da sola, scrive racconti per l’infanzia, diventa direttrice di una rivista che auspica una rivoluzione della moda femminile, lotta perché le donne non debbano più usare abiti che compromettono la loro salute, come i corsetti con le stecche di balena. Scende in piazza con i portuali.

Nella vita di Constance Lloyd Wilde arriva il demoniaco Bosie

Ma il sogno è destinato a infrangersi contro i continui debiti contratti da Wilde e con l’affacciarsi, nella loro vita, di Lord Alfred Douglas, Bosie. La relazione omosessuale tra Oscar e il giovane aristocratico sfocerà nel famoso processo per “sodomia” e “atti osceni”, che vedrà Wilde come protagonista e unico condannato. Pur essendo l’artista più famoso del suo tempo, Wilde verrà messo all’indice dalla bigotta società vittoriana, che prima lo aveva acclamato. Ma Lady Constance Lloyd Wilde non abbandonerà mai il marito e saprà anche difendere i suoi figli dalla pesante eredità del nome che portano e reinventare se stessa, fuggendo dall’Inghilterra. Cambierà anche il cognome a sé e ai figli, che sono conosciuti come Cyril e Vyvyan Holland.

Constance Lloyd Wilde trova rifugio in Liguria

Innamorata dell’Italia, dopo un viaggio a Roma e a Firenze, diversi soggiorni in Svizzera e Germania, si stabilisce nella Riviera Ligure, dove viveva l’amica Lady Margaret Brooke, la sua “principessa asiatica”: prima a Nervi e poi a Villa Elvira a Bogliasco. Forte e coraggiosa, nonostante i suoi problemi di salute, continuerà fino all’ultimo a credere in se stessa e nelle sue capacità, vivendo anche una nuova intensa relazione.

Le scoperte di cui vado più fiera
  • gli alberghi di Nervi dove Lady Constance Lloyd Wilde ha soggiornato, l’Eden e il Nervi
  • le ville Raffo ed Elvira di Bogliasco, villa Barbagelata di Sori.
  • la clinica di Genova, San Fruttuoso, dove è morta, che ora è una casa privata.
Una scoperta per me commovente

Sono andata a osservare e a fotografare da fuori l’edificio, che un tempo era la clinica del dottor Bossi. Oggi è un’abitazione privata. Ho girato intorno furtiva, poi mi sono fatta coraggio e ho suonato al citofono. Ha risposto un uomo. Quando gli ho detto che lì era stata operata la moglie di Oscar Wilde, mi ha aperto il cancello del giardino. Gli ho mostrato la foto che avevo ricevuto per mail il giorno prima da uno storico locale, Pier Luigi Gardella.

Forse nessun altro ha mai suonato a quella porta in cerca di lei chiedendo se quella fosse la clinica del dottor Bossi. Probabilmente Otho – il fratello di Constance – e Margaret – la principessa asiatica – sono stati gli ultimi, nell’aprile del 1898.

Per tutto il Novecento la vecchia clinica, ritornata a essere un’abitazione, ha perso la memoria di questa storia. Un’atmosfera che mi ricorda la casa dei Ramsey in Gita al faro. Il passare degli anni trasforma inesorabilmente i luoghi. Ringrazio Virginia Woolf per essere sempre presente quando descrivo le emozioni delle donne o l’intrigante mondo inglese.

Perché Constance Lloyd Wilde deve assolutamente essere ricordata

Insomma: questa è l’autobiografia mancata di una donna speciale, ma sconosciuta ai più, per colpa del processo, della fuga in Europa e della sua morte precoce che l’hanno fatta entrare in un cono d’ombra.

Da rifletterci su bene: molti ne ignorano l’esistenza, e i pochi che la conoscono la considerano una vittima di suo marito: niente di tutto questo. Constance Lloyd Wilde fu una donna libera, colta e impegnata in battaglie sociali importanti con un’insaziabile sete di conoscenza.

Dove trovare il libro
  • in tutte le librerie
  • si può anche prenotare su Amazon (qui) e magari lasciate anche una vostra recensione
  • sul sito di Morellini Editore, nella collana diretta da Sara Rattaro

Constance vi sta aspettando, vuole le sia data una chance per essere ricordata per quello che ha fatto e che è stata.
Aspetto il vostro giudizio, come sempre

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Repubblica Cultura:

  • L’unione sarda

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