«Ci siamo sistemati in un bellissimo posto, è una piccola casa rosa di quattro stanze, proprio sul mare, sormontata da colline di uliveti», scrive D.H. Lawrence a Lerici, (Fiascherino).

C’è anche una grande vigna. Non ci arrivano i carri, non esiste né una strada né una mulattiera. Le cose di cui abbiamo bisogno vengono portate dai contadini sulle loro teste, oppure giungono sulle barche a remi

Poco più di un secolo fa D.H Lawrence e la sua compagna Frieda von Richthofen scovarono una piccola baia nascosta a Fiascherino, vicino a Tellaro, da cui si vedevano le isole del Tino e della Palmaria.

Alla ricerca di un luogo selvaggio: D. H. Lawrence a Lerici

Sentivano la necessità di trascorrere qualche mese in un luogo selvaggio che fosse in sintonia con la ricerca letteraria dello scrittore inglese, autore di Figli e amanti. (Solo nel 1928 scriverà L’amante di lady Chatterley).

Da Lerici raggiunsero la casa rosa, via mare, per viverci dalla fine del 1913 al giugno del 1914. Non erano sposati, il loro rapporto era trasgressivo per l’epoca: amanti in fuga da una società inglese culturalmente più avanzata di quella italiana, ma ancora convenzionale per approvare la loro unione.

D. H. Lawrence e Frieda affascinati dal paesaggio ligure

Tutt’intorno alla casa c’erano solo ulivi, viti, orti, fichi e i pini d’Aleppo, aggrappati alle rocce, a precipizio sul mare. Non esisteva neanche una strada per raggiungere la loro abitazione, ma come si sa D.H. Lawrence fuggiva il mondo urbanizzato, come scrive in una lettera a W. E. Hopkin.

In questa atmosfera deve essere stata una visione veder arrivare un pianoforte trasportato su una barca: lo voleva Frieda, per suonare di sera.

Trascorrono le giornate, facendo il bagno, dipingendo, scrivendo lettere agli amici. Lawrence, nel frattempo, crea due romanzi, L’arcobaleno e Donne innamorate. Spesso di sera cenano con gli amici contadini – Lawrence era figlio di un minatore – mangiando con le mani, e poi ballano sulla spiaggia. Preferiscono trascorrere il tempo con gli abitanti del posto, piuttosto che nelle ville che i ricchi inglesi possiedono a Lerici.

Ieri abbiamo trascorso la giornata dai Cochrane, che sono straricchi, maggiordomo e cameriere per servire quattro persone a pranzo.

E poi: oltre che essere “ricchi e antipatici”, pagano gli italiani con l’oro, però gli tirano dei ceffoni in faccia.

Che tristezza i matrimoni combinati

Una curiosità: Lawrence così descrive un matrimonio combinato dove viene invitato: «Ci sarà un matrimonio giù in paese, sabato prossimo. La sposa vestita in seta bianca e fiori di arancio deve arrampicarsi per sentieri paurosi tre ore fra andata e ritorno, per andare dal sindaco di Ameglia, a sposarsi. Messa alla 7.30 a Tellaro – piccola colazione a casa della sposa alle 8,30 – un boccone – matrimonio alle 10 ad Ameglia – pranzo quaggiù a mezzogiorno. Noi siamo invitati. Ma è piuttosto triste, non è che lui abbia tutto questo desiderio di sposarsi con lei».

Frieda e D. H. Lawrence a Spotorno

Su suggerimento di Rosemarie Tsubaki, ecco il seguito.

Nel periodo in cui Frieda e Lawrence erano a Lerici, lei stava per divorziare dal marito Ernest Weekley. Poi si è sposata con D. H. Lawrence nel 1914 ma non poté più rivedere i suoi tre figli.

Negli anni Venti (1925-26), Frieda e D. H. Lawrence sono tornata nuovamente in Liguria, però a Spotorno. Qui lei ha iniziato una relazione con Angelo Ravagli, con cui ha poi vissuto a Taos, New Mexico, a partire dal 1931.

Lady Chatterley’s Lover, il romanzo più famoso di Lawrence è stato scritto a Spotorno nell’ottobre del 1926, proprio al momento della “love affair” di Frieda con Ravagli, più tardi diventato suo marito. Ma questa è tutt’a un’altra storia, anche se profuma anch’essa in Liguria.

«We got settled in a beautiful spot, it’s a little pink house with four rooms, right on the sea, surrounded by olive groves», writes D. H. Lawrence in Lerici (Fiascherino).

There’s also a big vineyard. The carriages can’t reach it, and there’s neither a road nor a mule path. The things we need are brought by peasants on their heads, or they reach us by rowboat.”

Little more than a century ago, D.H. Lawrence and his companion Frieda von Riehtofen found a small, hidden bay at Fiascherino, near Tellaro, from which they could see the islands of Tino and Palmaria.

In search of a wild place: D. H. Lawrence in Lerici

They felt the need to spend a few months in a wild place that was in synch with the literary research the English writer was doing. Author of Sons and Lovers, in 1928 he writes Lady Chatterley’s Lover.

From Lerici they got to the pink house via the sea, and lived there from the end of 1913 until June 1914. They were not married, and their relationship was daring for the time: lovers on the run from an English society that was culturally more advanced than in Italy, but still too conventional to approve their union.

D. H. Lawrence fascinated by the Ligurian landscape

All around the house there were only olive trees, vines, gardens, fig trees and Aleppo pines hanging on the rocks that fell into the sea. Lawrence was running away from the urban world, there was not even a road to reach the house, as he wrote in the letter to W. E. Hopkin.

In this atmosphere, it was a vision to see a piano arrive brought by boat. Frieda wanted it, to play in the evenings. They passed their days swimming, painting, writing letters to friends. Lawrence in the meantime, wrote two novels, The Rainbow and Women in Love. Often in the evening they ate with their peasant friends – Lawrence was the son of a miner – eating with their hands, and then dancing on the beach.

They prefer to pass their time with the inhabitants of the place, rather than in the villas of the rich English at Lerici.

Yesterday we spent the day with the Cochranes, who are very rich, with butler and waiter to serve four people at lunch.”

And then, more than being “rich and mean,” they pay the Italians with gold, but slap them in the face.

How sad the arranged marriages

One strange thing: Lawrence describes an arranged marriage to which he was invited thus: “There’s going to be a wedding in town, next Saturday. The bride dressed in white silk and orange Seorcidi flowers has to climb up terrible paths for View of three hours coming and going, to go to the Mayor of Ameglia’s office, to get married. Mass at 7.30 in Tellaro – breakfast at the home of the bride at 8.30 – just a bite – wedding at 10 in Ameglia – lunch down here at noon. We are invited. But it’s rather sad, he doesn’t really want her very much.”

Tellaro then was isolated from the world and certain ancient customs were not looked upon well by Lawrence and Frieda, used to traveling and living in the big cities of northern Europe. The cultural gap in any case has not yet been bridged: certainly arranged marriages do not exist any more in Italy, but Great Britain it is further ahead in civil rights.

Translated by Suzanne Branciforte (uscito sulla Rivista Blu, giugno 2009)

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