Oggi pubblico la bella recensione di Elena Nieddu a Le incredibili curiosità di Genova, uscita sul Secolo XIX, tra i consigli per i libri da comprare a Natale.
Devo dire che questo libro continua a darmi tante soddisfazioni. Grazie a tutti per averlo comprato, letto e commentato!
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Le mille storie di Genova. Ogni vicenda narrata presenta un aggancio ai tempi che stiamo vivendo.
Di Elena Nieddu
Realtà, fantasia, sogno, suggestione, Storia, leggenda
Un condottiero aveva un gatto che si chiamava come un corsaro. E un re, innamorato di una nobildonna, passava le serate sospirando in una piazzetta umida. E un filosofo si lamentava della scarsa mondanità, osservando vecchie serve in sale scintillanti di specchi. Uno scrittore, sensibile alla povertà, rimaneva accecato con l’oro dei palazzi. E un viaggiatore parlava dell’Oriente sulle piene sporche del pavimento di una cella, per ore e ore. E un’aviatrice restava impigliata tra le fronde degli alberi e veniva scambiata per la Madonna. Realtà, fantasia, sogno, suggestione, Storia, leggenda.
Sono le decine di aneddoti che la scrittrice Laura Guglielmi infila, come le perle di una collana, nel suo libro Le incredibili curiosità di Genova, uscito per i tipi della Newton Compton (2S6 pagine, 12,90 euro).
Una galleria di volti e paesaggi
Non una guida della città, piena di luoghi da mordere prima di fuggire, ma un viaggio negli anfratti di mille anni di Storia, grattando sotto le pietre per scoprire tracce di chi le ha calpestate prima di noi. Il tono della scrittura è vivace, allegro e divertito, venato dallo stupore della scoperta e dalla gioia di condividerlo.
Il racconto scorre tra le viscere della città, illumina angoli di passato trascurati, li esalta e li appende al muro di una galleria di volti e paesaggi.
Il gatto di Andrea Doria che si chiama come un pirata
Spesso è il contrasto a creare la meraviglia, come per il gatto di Andrea Doria, battezzato con il nome dell’acerrimo nemico, quel Dragut che faceva scorribande e rapiva le donne e che, una volta catturato, fu legato ai remi della nave ammiraglia. Il gatto che porta il suo nome è immortalato in un dipinto esposto nella villa del Principe: i due si guardano, come antichi rivali o eterni amici.
Immortale è pure l’amor perfetto che dà il nome a una minuscola piazza accanto a via Orefici: la vulgata parla di un bordello, pare invece che le due parole cosi bene assortite raccontino di una liaison fra Luigi XII, re di Francia, e Tommasina Spinola, tormentata eppure idilliaca.
Marco Polo racconta la sua Cina in prigione
La poesia sbuca qua e là in storie e vicende che hanno il sapore del realismo magico e svelano un mondo in cui la verità supera la finzione. Basta pensarci, e il Marco Polo che detta il Milione nella prigione del Palazzo del Mare diventa egli stesso il personaggio di un romanzo, in quel raccontare la sua storia per sfuggire all’oblio.
E il Charles Dickens che dalla sua prigione rosa in Albaro si innamora piano piano della città, dà proprio l’idea di una bellezza a lento rilascio che conquista e appaga quando è troppo tardi.
L’aggancio con i tempi che stiamo vivendo
Ognuna delle storie, riportate alla luce da Guglielmi, ha una sua profondità e un aggancio ai tempi che stiamo vivendo, una spiritosa antitesi fra il passalo e il presente. Perché quel mondo di avventurieri e di eroi non è scomparso: è ancora vibrante, sotto i nostri piedi e davanti ai nostri occhi.
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Per approfondire:
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Questa recensione è uscita sul Secolo XIX, a dicembre del 2019
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