Una lunga cavalcata nella storia del movimento LGBT+ è racchiusa in un libro prezioso Queer di Maya de Leo, che ho avuto l’occasione di presentare a Genova. Racconta con rigore scientifico ma con piglio narrativo, come in trecento anni una comunità emarginata sia passata dalle condanne ai lavori forzati o dalla pena di morte a conquistare pieno diritto di cittadinanza. Fino al diritto di sposarsi.

È un segno davvero importante che la casa editrice Einaudi abbia pubblicato un saggio di questo tipo, con il sostegno in prima persona del direttore editoriale Ernesto Franco.

Combinazione vuole che negli ultimi mesi io abbia approfondito queste tematiche scrivendo il mio libro appena uscito, dove racconto nel dettaglio il processo a Wilde.

Un saggio scritto con sapienza ma anche semplicità

Rispetto ai saggi italiani di un tempo, noiosi, anche se densi di riferimenti importanti, il procedere di De Leo è estremamente godibile. Un taglio di stampo anglosassone.

Ben cucite all’interno del testo, tante citazioni di esperienze personali, brani di romanzi o di saggi, dove diversi soggetti Lgbt raccontano in prima persona il loro modo di vedere il mondo oppure le proprie esperienze personali.

Maria Antonietta e il supposto lesbismo

Così veniamo a sapere che i rivoluzionari francesi consideravano l’omosessualità un male dellaristocrazia effeminata. Che hanno costretto la regina Maria Antonietta a baciare la testa mozzata della sua supposta amante, prima di ghigliottinare anche lei.

A partire dalla Rivoluzione francese, quindi, si instaura un binarismo tra i due sessi, una distinzione netta che si basa sull’etero normatività, che diventa un vero e proprio caposaldo della società borghese. I soggetti intersex devono per forza rientrare in uno dei due sessi, non sono ammesse eccezioni. Anche a costo di venire operati per diventare “maschi” o “femmine”.

L’omosessualità come malattia da curare

Nel libro troviamo raccontata nel dettaglio la fase di emersione alla luce della problematica omosessuale. Per un lungo periodo i soggetti queer sono stati campo di indagine della criminologia e considerati affetti da una patologia. E quindi oggetto di studi della medicina. L’omosessualità viene considerata una malattia da curare a tutti i costi. Lo stesso Wilde, nei primi mesi di carcere nelle sue lettere si definisce malato e afferma di essersi meritato la prigione.

La comunità LGBT+ e i luoghi di aggregazione

I locali, i luoghi d’incontro della comunità LGBT+ sono a lungo oggetto d’indagine di Maya De Leo, esistono da diversi secoli e hanno giocato un ruolo centrale per l’aggregazione. Dopo i tempi bui, la comunità comincia a espandersi e a essere sempre più visibile, dal 1890 al 1930. Però con la furia nazista, la guerra, la ricostruzione e il Maccartismo assistiamo a nuove deprivazioni e persecuzioni. Pensare che Berlino prima dell’avvento di Hitler era una della città più gay friendly, come d’altra parte è oggi.

La rivolta di Stonewall a New York

Negli anni Sessanta si raggiunge un punto di svolta, con Stonewall. Nel 1969 a New York nel Greenwich Village, nascono una serie di scontri violenti, dopo che la polizia fa irruzione in un bar frequentato da gay. Da lì la lotta si sparge in tutto l’Occidente, dando vita a un’infinità di associazioni, in Italia il Fuori. Da questo momento in avanti i soggetti queer più sensibili cominciano a percepirsi come una comunità, desiderano essere più visibili, senza doversi più nascondere.

Non è un caso che il 28 giugno, la data del primo scontro di Stonewall, sia stato scelto dal movimento LGBT + come data della “giornata mondiale dell’orgoglio LGBT+” o “Gay pride”.

Le lotte continuano

Ora la comunità comincia a essere consapevole di se stessa, del proprio valore e delle proprie potenzialità. Dopo gli eventi di New York, i decenni successivi sono contraddistinti da una fase rivoluzionaria, in cui molte istanze LGBT+ vengono inserite all’interno dei movimenti della sinistra rivoluzionaria per poi dare vita a una fase rivendicativa di dialogo con le istituzioni per il riconoscimento dei diritti civili.

Interessante è l’analisi della comunità lesbica, le cui istanze e il cui venire alla luce è analizzato nei dettagli, cosa rara nei testi italiani fino a pochi anni fa. Le loro rivendicazioni vedono anche momenti di unione con il movimento femminista, tra gli obiettivi comuni la morte della famiglia.

Da Alan Turing a Mario Mieli

In diversi periodi della mia vita, ho approfondito diversi aspetti trattati nel libro, ma il testo di Maya De Leo che ho letto con passione è in grado di restituire una trama che scandisce i diversi accadimenti. Eventi in una prospettiva di continuità, che attraversa i secoli, raccontando nei dettagli ad esempio il momento storico che ha visto alla sbarra Wilde fino alla castrazione chimica che dovette subire Alan Turing. Dall’assassinio di Harvey Milk a San Francisco. Ora, dove lui aveva un negozio di fotografia è nata la comunità di Castro Street. Nel movimento Lgbt+ italiano, Maya De Leo racconta la nascita del Fuori, o l’esistenza drammatica di personaggi come Mario Mieli.

Maya De Leo sottolinea infine il carattere internazionale delle istanze LGBT+. Grazie alle nuove piattaforme digitali di condivisione è più facile venire a conoscenza di quello che si muove sotto casa o dall’altra parte del pianeta. Per non sentirsi più soli.

Se vuoi scrivermi!

Per seguire i miei reportage, articoli o racconti- iscriviti al mio gruppo su Facebook. Grazie

La foto è tratta da Ragusa Libera

Comments are closed.