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Mario Calvino

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Tante sono le immagini che mi vengono in mente quando penso a Eva Mameli. Tutte stimolate dalla lettura approfondita dei testi di suo figlio, Italo Calvino. La vedo curva al microscopio, nel laboratorio di villa Meridiana, allora Stazione Sperimentale per la Floricoltura di Sanremo (nella foto in apertura il guardino oggi), che era anche residenza di famiglia. La vedo tra le sue piante, serena, che le accarezza e le odora. Me la immagino china tra i suoi fogli a catalogare le specie vegetali.


Un’ossessione classificatoria che trasmette al figlio scrittore: nei suoi testi Italo è spesso mosso dall’ansia di catalogare il mondo, dopo averlo analizzato attraverso il microscopio della mente.

Italo Calvino è nato il 15 ottobre del 1923, quest’anno si celebra il suo centenario, che lo sta consacrando come lo scrittore italiano più importante del Novecento. Ha vissuto a Sanremo, in Liguria, negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza. Poi si è trasferito altrove, ma la città dove è cresciuto ha continuato a essere presente nella sua produ­zione letteraria.

Qui il mio ultimo libro , “Italo Calvino è Sanremo, alla ricerca di una città scomparsa” (il canneto editore)

Qui l’itinerario ai luoghi calviniani a Sanremo che ho elaborato negli anni.

Qui la mia prefazione alla guida letteraria.

A giugno del 2018, moriva Esther Calvino Judith Singer, vedova di Italo Calvino, meglio conosciuta come Chichita. Una donna in gamba, determinata. Nata a Buenos Aires nel 1925, conobbe lo scrittore a Parigi nel 1962, durante una rassegna letteraria: era traduttrice. Si sposarono a Cuba due anni dopo, l’isola caraibica dove Italo era nato. Suo padre Mario, agronomo, negli anni Venti era stato direttore della Stazione Sperimentale di Agricoltura a Santiago de Las Vegas, vicino all’Avana.

Chichita ha vissuto per tanti anni a Parigi e a Roma: la loro casa era in piazza Campo Marzio, vicino a quella di Natalia Ginzburg, grande amica e collega di Italo alla casa editrice Einaudi.