I regali di Natale non mi hanno mai appassionato, forse solo da bambina, o forse neanche allora. Mi intristisce entrare nei negozi, zeppi di persone che vagano ansiose, imbambolate davanti agli scaffali pieni di prodotti.
Però quest’anno mi è venuto in mente di consigliarvi tre libri, se volete regalare un po’ di cibo per la mente. Si è concluso a Genova il 9 dicembre Incipit Festival, da me organizzato insieme a una banda di trentenni. È andato molto bene ed è proprio di tre scrittori, che ho presentato in quei giorni, che vorrei consigliarvi i libri: Arpaia, Balzano e De Silva.
Italo Calvino e Sanremo: grazie a lui ho scoperto com’era, nella prima metà del Novecento, la città dove sono nata. È sempre un’emozione per me ricordare lo scrittore, con cui sento di avere un legame forte. Parlo anche di mio padre, che con Calvino condivideva la stessa città ed era della sua stessa generazione.
San Romolo e Bajardo, nell’entroterra di Sanremo, due luoghi della mia infanzia. Fondamentali per la mia crescita, da lì è nato il mio amore per la natura e per le case in pietra dei borghi medievali che costellano il Ponente Ligure. Sono venute a trovarmi due amiche, mentre accudivo mia mamma in ospedale, Marta e Geraldina, alla quale è venuto in mente di raccontare questo nostro vagabondare per i monti e il mio rapporto con questi luoghi.
Il giardino di Libereso era un regno incantato. Quando lo andavi a trovare nella villetta a due piani dove abitava con la sua famiglia e quella di suo fratello Germinal, tiravi un sospiro di sollievo: entravi in un mondo magico e tutto intorno spariva.
Esisteva un tempo un magico folletto di nome Libereso, mangiava solo erbe e verdure, amava ogni pianta e le conosceva tutte, con il loro nome latino. Vi ho già parlato a lungo di lui.
Oggi vi voglio far vedere i suoi acquarelli, spesso li dipingeva quando era in compagnia di altre persone oppure nel suo giardino di via Zeffiro Massa a Sanremo.





