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C’era da aspettarlo, NoLo è un quartiere vivo. Non è un caso che a Nord di Loreto dal 3 al 9 giugno 2019 prenderà vita il primo Fringe Festival di Milano. Si ispira a quello molto più famoso di Edimburgo, nato nel 1947.
Per l’occasione sono stati allestiti tre palchi nei locali della zona, con due spettacoli giornalieri. L’ingresso è gratuito. Il programma è consultabile sul sito , dedicato all’evento.

Per l’occasione vi ripropongo un reportage che ho pubblicato per la prima volta due anni esatti fa, forse il primo che raccontava questo quartiere e le sue specificità.

via postumia

Alle spalle di Genova, lassù sui monti, c’è un mondo invisibile che si muove, produce idee, cerca di guardare la realtà con occhi diversi. Oggi vi racconto la storia di Barbara e Roberto, che hanno scelto di aprire un agriturismo a Sereta, vicino a Fraconalto, tanto tempo fa. Non per diventare ricchi, non per diventare famosi, ma per vivere a contatto con la natura, circondarsi di cose semplici, allevare animali e coltivare orti. Uscendo dall’autostrada a Busalla ci si arriva in un battibaleno. È a 45 minuti di auto da Genova, tra l’alta val Lemme e la Valle Scrivia.

Ho scritto e pubblicato questo articolo nel 1995, sul mensile “Smemoranda”. Perché leggerlo dopo più di vent’anni? Aiuta tutti a renderci conto di quanto sia cambiata Genova. E di quanto sia cambiata in meglio. È molto più accogliente di allora. Chi critica il presente fa bene, ma bisogna anche ricordare cos’era nel passato.
In questi giorni ho ospiti a casa mia due amici tedeschi, Michael e Petra, che hanno vissuto a Genova fino al 1992. Non c’è paragone, per loro è molto meglio ora. «Ma te la ricordi Via San Lorenzo o via Cairoli con le auto? Che fracasso» – mi spiegano – «Poi il Porto Antico era sbarrato dai cancelli, c’era una finanziere in divisa all’ingresso che ti bloccava». Ora sono tutti spazi a disposizione dei cittadini e dei turisti. «Negli anni Ottanta Palazzo Ducale era fatiscente e chiuso al pubblico, il Carlo Felice in rovina». Ricordiamocele queste cose.

Da marzo insegno all’Albergo dei Poveri, uno spazio eccezionale, rimesso in sesto e diventato polo universitario da qualche anno, ma di questo parlerò prossimamente. Uno spazio che mi ha davvero stupito.

 

San Bernardo di Conio (IM), 25 aprile. Voglio raccontarvi un’avventura, una Via Crucis del tutto particolare, una sorta di pellegrinaggio alla ricerca delle tracce lasciate dai partigiani nel Ponente ligure. Circondata da una nebbia densa mi sono arrampicata da San Bernardo di Conio fin sul Monte Grande: una cima che spicca verso il mare digradando sulla Valle Argentina e la valle Arroscia. Proprio qui una ventina di partigiani hanno messo in fuga i soldati tedeschi e i Repubblichini, nel settembre del 1944.

 

Fra una decina di giorni farò un salto in Valle Arroscia, a Ubaghetta, a trovare Stefani, la mia amica tedesca. A luglio spesso torna nella sua casa per le vacanze estive. Quella casa dove avrebbe voluto vivere. Per questo ho deciso di ripubblicare questo articolo che racconta una storia intensa, travagliata ma anche bella.

 

27 febbraio 2018. Le previsioni meteo avrebbero dovuto dissuaderci. E invece no, tutti e cinque abbiamo deciso di non annullare la gita. E sabato, siamo partiti alla volta di Cappelletta Masone, sull’Appennino Ligure. In realtà l’idea è stata mia, perché da quando ho saputo che Enrico ha una casa lì, non mi sono data pace. Proprio in quel punto del mondo è scoccato il mio amore per l’Alta Via dei Monti Liguri. Ben 14 anni fa.

San Romolo e Bajardo, nell’entroterra di Sanremo, due luoghi della mia infanzia. Fondamentali per la mia crescita, da lì è nato il mio amore per la natura e per le case in pietra dei borghi medievali che costellano il Ponente Ligure.  Sono venute a trovarmi due amiche, mentre accudivo mia mamma in ospedale, Marta e Geraldina, alla quale è venuto in mente di raccontare questo nostro vagabondare per i monti e il mio rapporto con questi luoghi.

Ve lo ricordate il potente quadro di Van Gogh, Esterno di Caffè di notte? Come vi sentireste trovandovi, all’improvviso, lì davanti, senza che nessuno vi avverta? Ebbene, mi è successo qualche settimana fa ad Arles, in Provenza. Non pensavo fosse così simile al quadro. No, davvero. E sono precipitata indietro di un secolo e mezzo.