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Ho scritto questo racconto nel 1996, poi pubblicato nel 2005 nell’antologia a cura di Francesca Mazzucato, “Tua, con tutto il corpo”, LietoColle editore.

È arrivata di nuovo l’estate, calda e afosa. Me ne sto qui china sulla scrivania, regalo della mia scorbutica vicina, un’impiegata dell’Asl che concepisce piani diabolici per provocare le signore del vicolo, con le quali ostenta una superba alterità. Amante di medici sposati, puttana vera, come mi dicono le amiche che battono fuori dal portone, se la tira pure da gran donna.

San Bernardo di Conio (IM), 25 aprile. Voglio raccontarvi un’avventura, una Via Crucis del tutto particolare, una sorta di pellegrinaggio alla ricerca delle tracce lasciate dai partigiani nel Ponente ligure. Circondata da una nebbia densa mi sono arrampicata da San Bernardo di Conio fin sul Monte Grande: una cima che spicca verso il mare digradando sulla Valle Argentina e la valle Arroscia. Proprio qui una ventina di partigiani hanno messo in fuga i soldati tedeschi e i Repubblichini, nel settembre del 1944.

Monesteroli alle Cinque Terre: la scala verso il paradiso, ora forse potrebbe diventare luogo del cuore del FAI. Tutto dipende anche da te, se vuoi vota qui

Prima di farlo, puoi anche leggere tutto il reportage, il link per votare è anche in fondo

C’era da aspettarlo, NoLo è un quartiere vivo. Non è un caso che a Nord di Loreto dal 3 al 9 giugno 2019 prenderà vita il primo Fringe Festival di Milano. Si ispira a quello molto più famoso di Edimburgo, nato nel 1947.
Per l’occasione sono stati allestiti tre palchi nei locali della zona, con due spettacoli giornalieri. L’ingresso è gratuito. Il programma è consultabile sul sito , dedicato all’evento.

Per l’occasione vi ripropongo un reportage che ho pubblicato per la prima volta due anni esatti fa, forse il primo che raccontava questo quartiere e le sue specificità.

Ho scritto e pubblicato questo articolo nel 1995, sul mensile “Smemoranda”. Perché leggerlo dopo più di vent’anni? Aiuta tutti a renderci conto di quanto sia cambiata Genova. E di quanto sia cambiata in meglio. È molto più accogliente di allora. Chi critica il presente fa bene, ma bisogna anche ricordare cos’era nel passato.
In questi giorni ho ospiti a casa mia due amici tedeschi, Michael e Petra, che hanno vissuto a Genova fino al 1992. Non c’è paragone, per loro è molto meglio ora. «Ma te la ricordi Via San Lorenzo o via Cairoli con le auto? Che fracasso» – mi spiegano – «Poi il Porto Antico era sbarrato dai cancelli, c’era una finanziere in divisa all’ingresso che ti bloccava». Ora sono tutti spazi a disposizione dei cittadini e dei turisti. «Negli anni Ottanta Palazzo Ducale era fatiscente e chiuso al pubblico, il Carlo Felice in rovina». Ricordiamocele queste cose.

Da marzo insegno all’Albergo dei Poveri, uno spazio eccezionale, rimesso in sesto e diventato polo universitario da qualche anno, ma di questo parlerò prossimamente. Uno spazio che mi ha davvero stupito.

 

 

27 febbraio 2018. Le previsioni meteo avrebbero dovuto dissuaderci. E invece no, tutti e cinque abbiamo deciso di non annullare la gita. E sabato, siamo partiti alla volta di Cappelletta Masone, sull’Appennino Ligure. In realtà l’idea è stata mia, perché da quando ho saputo che Enrico ha una casa lì, non mi sono data pace. Proprio in quel punto del mondo è scoccato il mio amore per l’Alta Via dei Monti Liguri. Ben 14 anni fa.

Ve lo ricordate il potente quadro di Van Gogh, Esterno di Caffè di notte? Come vi sentireste trovandovi, all’improvviso, lì davanti, senza che nessuno vi avverta? Ebbene, mi è successo qualche settimana fa ad Arles, in Provenza. Non pensavo fosse così simile al quadro. No, davvero. E sono precipitata indietro di un secolo e mezzo.

C’ero già stata la primavera scorsa, per una riunione. E ne ero rimasta veramente colpita. Mai più mi sarei aspettata che dopo un anno avrei varcato quel portone così tante volte. Ora insegno tra quelle spesse mura seicentesche. Sto parlando dell’Albergo dei Poveri.

La Promenade o Passeggiata Le Corbusier? Da quanto non la facevo! Ripropongo, ora che è estate, questo mio itinerario. Un posto dove è bello andare per fare un bagno, prendere il sole, e fare una camminata la mattina presto o verso il tramonto.