#TurismoaSanremo è una mostra appena inaugurata al Forte di Santa Tecla, che per l’occasione riapre al pubblico. Suggestivi manifesti e filmati d’epoca, fotografie storiche, dépliant e documenti d’archivio raccontano l’affermazione di Sanremo, come meta di soggiorno e mondanità tra la seconda metà dell’Ottocento fino gli Anni ’50 del Novecento.

La ragazza che vedete qui a fianco con il bikini, è mia mamma: mai si sarebbe aspettata di finire in una mostra sul Turismo a Sanremo, con tanto di hastag. È stata scattata ai Bagni Morgana. Carla Cassai sta scendendo da quella mitica scaletta a chiocciola, simbolo degli anni Cinquanta. Mamma sosteneva di essere stata la prima ad avere indossato il bikini nella Città dei Fiori.

#TurismoaSanremo: che cosa c’è in mostra

#Turismo a Sanremo è un viaggio alla riscoperta della straordinaria storia di Sanremo che a fine Ottocento è diventata una delle mete più ambite dei turisti europei. Un turismo fatto di ospitalità e grandi alberghi, promozione del territorio e di eventi, alcuni dei quali, come il Festival della Canzone o la gara ciclistica Milano-Sanremo, sono ancora oggi appuntamenti rinomati legati al nome della città.

La mostra, curata da Alberto Parodi e Hilda Ricaldone, prende le mosse da una importante raccolta di manifesti turistici originali, i quali sono stati affiancati da fotografie storiche, filmati e materiali promozionali d’epoca. Tra i prestatori, ci sono anche io. Nel mio archivio, ho tanto materiale inedito, che mio papà Gino Guglielmi ha raccolto in una vita. Finalmente, grazie al lockdown, l’ho messo un po’ in ordine.

La mostra occupa gli ambienti del piano terra di Forte Santa Tecla. Sono utilizzati per la prima volta anche due ampie sale di cui si è appena concluso il restauro. Il percorso espositivo è articolato in 12 sezioni principali che illustrano diversi aspetti della nascita e dello sviluppo del turismo a Sanremo: Le origini, Il viaggio, I fiori, l’Ospitalità, Il Casinò, Il territorio, Gli Sport, La Musica, La promozione, Le celebrità e La moda.

Provate a chiudere gli occhi e immaginare Sanremo nella seconda metà dell’Ottocento, i tanti alberghi di lusso che ospitavano teste coronate come la zarina Maria Aleksandrovna, o il futuro kaiser Federico Guglielmo. E poi Alfredo Nobel e Edward Lear, scrittore irlandese, o artiste come la preraffaellita Lucy Madox Brown e i fratelli Emily e John Singer Sargent, entrambi pittori: loro sorella Violet aveva sposato lo svizzero Ormond, che fece costruire una villa con il più bel parco di Sanremo.

Un paesaggio straordinario

Il paesaggio? Oliveti, aranceti e limonaie ovunque, giardini esotici e lussureggianti, le più belle ville Liberty. Fare il giro del Berigo, gli odierni corso Inglesi e via Galileo Galilei, in carrozza, era uno spettacolo per la vista. Provate a farlo oggi e cercate di non arrabbiarvi, il vostro sguardo si imbatterà, soprattutto in via Galileo Galilei, in orribili condominii. Come vorrei tornare indietro e immergermi in quel paesaggio, una sola volta almeno.

Mia mamma e mia zia durante il Corso Fiorito negli anni Cinquanta

La mostra è stata organizzata dalla Direzione Regionale Musei Liguria e dal Comune di Sanremo.

Tra i prestatori:

  • Museo Nazionale Collezione Salce (Treviso),
  • Istituto Luce (Roma),
  • Archivio storico Regione Liguria (Genova),
  • Archivio storico della pubblicità (Genova), Biblioteca Civica Corradi (Sanremo),
  • Studio Moreschi (Sanremo),
  • Archivio Laura Guglielmi (Genova)
  • Automobil Club Ponente Ligure (Sanremo),
  • Museo Daphné della moda e del profumo (Sanremo).

Qui gli orari e le info.

Qui il video di Sanremonews con tutte le interviste

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