Da Firenze all’isola d’Elba: in giro per la Toscana, tra gennaio e marzo 2020, poi bloccati in casa, come tutti. Chissà quando saremo liberi di viaggiare di nuovo.

31 gennaio 2020, Firenze

Oggi è stato dichiarato lo stato d’emergenza dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Un paio di giorni fa sono stati individuati i primi due casi di Covid-19 in Italia, due turisti cinesi ora ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma.

Fa impressione camminare in queste strade rinascimentali vuote. L’immensa piazza di Santa Croce al tramonto, senza nessun rumore getta un po’ di sgomento.  La famosa basilica immersa nel silenzio sembra specchiarsi in un lago. Ugo Foscolo ha celebrato questa chiesa nei suoi Sepolcri, un’ode dove l’ha definita tempio dell’itale glorie. Qui sono stati sepolti Galileo, Michelangelo, Alfieri, Machiavelli, Rossini e Leon Battista Alberti, e lo stesso Foscolo.

Basilica di Santa Croce, Firenze. La piazza è deserta

Chissà da dove è spuntato fuori questo virus, se ne dicono di tutti i colori, che siano stati gli americani per dare una batosta ai cinesi o i cinesi per dare una batosta agli americani, una fake news dietro l’altra. Speriamo si fermi.

1 febbraio 2020

Il Ministero della salute ha emanato una circolare dove si sottolinea che non vi sono preclusioni alla frequenza di scuole e università per gli studenti provenienti dalla Cina che non presentano sintomi del coronavirus.

Ora sono a Pistoia: una cittadina toscana poco nota per le sue bellezze, è un incanto. Con Cesare e Chicca siamo saliti sulla torre campanaria alta 67 metri.

Pistoia, il duomo e la torre campanaria

Davvero un’avventura arrampicarsi gradino dopo gradino con le scale e lo spazio che diventano sempre più minuscoli, mentre il panorama, attraverso le belle bifore, si allarga a macchia d’olio. Il duomo e il battistero, il palazzo del Comune e l’ospedale del Ceppo, architetture geometriche, tra le migliori che l’Italia abbia prodotto.

Pistoia, battistero
Pistoia, battistero

Beviamo un ottimo Chianti dei dintorni all’enoteca Da David, chiacchierando a lungo con gli osti.

Al coronavirus non stiamo pensando.

2 febbraio 2020

Oggi allo Spallanzani hanno isolato il virus, ciò permette di sequenziarlo e confrontarlo con i ceppi già isolati in Cina e in Paesi come Francia o Australia per valutarne le mutazioni.

San Miniato al Monte, minuta ma maestosa chiesa che domina Firenze, nel vicino cimitero è sepolto Collodi, papà del ben più famoso Pinocchio, il burattino più conosciuto al mondo. Due cinesi seduti sui gradini, che si sono appena sposati.

Scendiamo verso il centro, ormai è buio, attraversando le Rampe del Poggi, con le fontane illuminate da spettacolari giochi di luce, dal rosso al blu.

Chicca, figlia di due medici, ci invita a cena e ci regala due mascherine.

3 febbraio 2020

Dopo l’ultimo aggiornamento sulle cifre dell’epidemia il numero dei morti in Cina, oltre 360, ha superato il bilancio della Sars, che nel paese asiatico aveva fatto 349 morti.

Stiamo passeggiando sull’Arno, verso le montagne da cui nasce. Arriviamo fino a San Jacopo al Girone dove il fiume fa un lungo giro e poi torniamo indietro con il sole che si sta coricando alle spalle di Firenze, si appoggia sull’orizzonte e poi sparisce, colorando il cielo d’arancione.

Chissà se il virus arriverà anche da noi in forma massiccia.

4 febbraio 2020

A due città nella provincia di Zhejiang hanno limitato il movimento dei residenti: una sola persona per famiglia può uscire ogni due giorni per acquistare le cose necessarie.

Siamo all’Accademia di Belle Arti di Firenze, Cesare sta tenendo una conferenza sul suo lavoro d’artista.

Fu fondata da Giorgio Vasari e a presiederla venne nominato Michelangelo. Oggi si riparte, salutiamo Firenze con un cielo terso e fresco che si riflette nell’Arno e rimbalza sui palazzi. Presto andremo all’isola d’Elba, una bella vacanza invernale, una pausa, ne abbiamo bisogno.

Tanto andando su un’isola non saremo certo raggiunti dal virus.

24 febbraio 2020

Sono 229 le persone contagiate dal nuovo coronavirus Sars-CoV-2 in Italia. Di queste 6 persone sono decedute e 1 persona è guarita.

Siamo sul traghetto che da Piombino ci sta portando all’isola d’Elba. È un po’ inquietante essere qui ora. Tutti i passeggeri stanno cercando di stare distanti gli uni dagli altri. Qui in Toscana ancora nessun caso e nemmeno in Liguria da dove provengo. La Lombardia è la zona più colpita.

Chissà se abbiamo fatto bene a venire fin qui.

25 febbraio-1 marzo, Isola d’Elba

Aumento esponenziale dei contagiati in una settimana: 984 in Lombardia, 285 in Emilia-Romagna, 263 in Veneto, 49 in Piemonte, 25 Marche, 25 in Liguria, 17 in Campania, 13 in Toscana, 9 in Sicilia, 6 nel Lazio, 6 in Friuli Venezia Giulia, 5 in Abruzzo, 3 in Puglia, 2 in Umbria, 1 in Calabria e 1 nella Provincia autonoma di Bolzano. Deceduti 34, da confermare.

Una tempesta all'isola d'Elba
Portoferraio in un giorno di tempesta

Non si può girare il mondo, amare le isole e non aver mai messo piede all’Elba. Un paradiso per il trekking. Già il primo giorno si parte dalle miniere di Capoliveri per arrivare alla tenuta di Ripalta, il sentiero taglia le colline scoscese che si tuffano in mare, i pini marittimi e i vigneti ammorbidiscono il territorio.

Napoleone all’Elba

All’Elba è stato in esilio Napoleone, ben dieci mesi, dal 3 maggio del 1814 al 26 febbraio del 1815, mentre era in combutta per tornare alla guida del suo impero. Sull’isola ha soggiornato in due residenze. Portoferraio è molto bella, la scaliamo per giungere alla dimora dell’imperatore, villa dei Mulini.Busti di Napoleone

È una giornata gelida, lame di vento si fanno strada fin dentro le ossa. Il mare in tempesta e la luce acuminata che taglia i vicoli ci danno il benvenuto fin sulla soglia dell’abitazione di colui che per qualche decennio si proclamò padrone d’Europa. Il panorama dai bastioni è stupefacente. La casa non è sontuosa, ma ci sono il suo letto, la sua biblioteca con i libri originali, la sala dove riceveva gli ospiti, tutto ci restituisce la sua invadente presenza, stanza dopo stanza.

Il giorno dopo si visita villa di San Martino, in campagna. È stata costruita dall’imperatore stesso che ha ristrutturato una casa rustica. È modesta, e non va confusa con il museo Napoleonico fatto edificare dal principe Demidoff qualche decennio più tardi. Tutt’intorno percorsi per il trekking, gambe in spalla e si parte.

Chicca e Cesare: guardiamo all’orizzonte verso un futuro incerto

Non stiamo fermi neanche un giorno, sempre dentro i boschi a picco sul mare, per raggiungere il Mausoleo Tonietti, progettato da Coppedè, oppure – attraverso il sentiero di Pietra Murata – l’antico rifugio per le capre ricavato all’interno di maestose rocce da dove si gode di un panorama mozzafiato sulle isole dell’arcipelago toscano: Pianosa, Montecristo e Giglio. Forse il più suggestivo di tutti è il percorso dell’Enfola, immerso nella vegetazione mediterranea, che conduce alle fortificazioni in cima alla collina e poi giù al magnifico scoglio della Nave, il posto più selvaggio di tutta l’isola.

Lo scoglio della nave
Lo scoglio della Nave

Non pensiamo al Covid-19 in questi giorni, ma il rientro ci attende

Genova, 17 aprile 2020

Il bollettino della giornata. Coronavirus in Italia, 172.434 casi positivi e 22.745 morti. Gli Stati Uniti e la Spagna hanno superato l’Italia da giorni. Il virus ormai si è sparso in tutto il mondo.

Siamo chiusi in casa dal lockdown del 10 marzo scorso. Firenze, Pistoia, Portoferraio sono solo un lontano ricordo, come tutti i viaggi che avevamo programmato per l’estate.

È iniziata la primavera e ci si consola vedendo la natura che scoppia di gioia fuori dalle finestre, il pitosforo manda un aroma intenso, il caco ha messo su le nuove foglioline, e le orchidee sono uno splendore. Nei momenti liberi scaliamo otto piani, come facessimo trekking, e andiamo a camminare o correre sul terrazzo condominiale da dove Genova e il suo meraviglioso golfo si offrono al nostro sguardo affamato.

Rintanata in casa
Rintanata in casa: Solo ciò che accade quando accade se accade (opera Cesare Viel)

I caprioli si tuffano nel mare a Camogli, i pesci nuotano nelle acque limpide dei canali di Venezia, i delfini giocano dentro il porto di Cagliari, le anatre vanno a spasso divertite per la bella Sirmione sul lago di Garda. Mi rende felice tutto ciò. Noi umani non ci siamo e si riprendono gli spazi che gli abbiamo sottratto. Siamo noi che facciamo respirare loro aria inquinata, disboschiamo le foreste in cui abitano e mettiamo in circolo virus pericolosi per la nostra stessa specie.

Non sarebbe questo il momento giusto per ripensare a quello che stavamo costruendo, per fare un viaggio dentro noi stessi: aveva un senso la vita sempre di fretta che facevamo?

Genova, 4 maggio 2020

È iniziata la Fase 2, timidamente stiamo cercando di tornare alla normalità, anche se quella di prima non si poteva certo chiamare vita normale. Tutti impazziti e sempre di fretta. Per arrivare dove, poi?

Spero di poter tornare presto a viaggiare, anche se al momento mi spaventa un po’ uscire dal portone. Vi auguro a tutti una buona fase 2.

Reportage uscito su Tutto Italiano

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