Il Podere Buriano: storia e rinascita di un’antica tenuta toscana
C’è un punto della Maremma dove la terra respira piano, e gli ulivi secolari si arrampicano tra le colline come se cercassero di toccare il cielo, ideale per una vacanza rurale in Toscana. È lì che si trova il Podere Buriano, vicino a Monterotondo Marittimo. Una casa colonica del Settecento, tornata alla vita grazie alla tenacia e alla visione dell’artista Barbara Fässler, un’amica svizzera che ha ereditato questa terra e ha deciso di rimetterla in piedi, con amore e pazienza.
Quando sono arrivata, i primi giorni d’ottobre, il podere mi è apparso come un mosaico di pietra e colore. Le persiane viola, la facciata in pietra a vista, la piscina ancora utilizzabile in autunno. Tutto aveva una sua armonia, un’eleganza semplice e sincera. E poi, gli ulivi, alcuni maestosi e contorti come vecchi filosofi, altri giovani e sottili, intersecati a quelli che il tempo aveva sconfitto.
Barbara e la sua famiglia
Barbara mi ha raccontato che per anni il podere era rimasto fermo, i genitori invecchiavano e il podere in Maremma per un po’ è stato quasi dimenticato. Gli alberi coperti dai rovi, la casa silenziosa. Poi, lentamente, è cominciato il ritorno: la ristrutturazione sostenibile, i pannelli fotovoltaici, le pompe di calore, la cura per ogni dettaglio architettonico. Ma soprattutto, la cura per la terra.
E così, quest’anno, siamo tornati a rivivere l’esperienza di raccolta delle olive, se qualche hanno fa lo abbiamo fatto nel regno della Taggiasca in Liguria, questa volta invece siamo andati in Toscana.
«Il Podere Buriano è stato acquistato da quattro cittadini svizzeri nel 1974: mia madre Teresa e mio padre Giovanni Fässler-Weber di Zurigo insieme agli amici Ursula e Roger Roth-Lusser di Altdorf – mi racconta Barbara in perfetto italiano – Per anni hanno trascorso qui le loro estati con figli e molti amici, organizzando serate, cene e feste con mezzo paese. Monterotondo Marittimo è un villaggio speciale di 1.000 persone con una mentalità aperta e un grande interesse per le discussioni su «Dio e il mondo», dove vengono organizzati regolarmente eventi, sagre e feste di paese. La casa poi è passata a mia madre Teresa negli anni Novanta e ha vissuto qui per oltre 30 anni. Ricordo con gioia gli inviti, le partite di ramino con un tuffo in piscina, le leggendarie raccolte di olive e le mangiate e bevute in compagnia».
La raccolta delle olive con Barbara Fässler
A raccogliere le olive quest’anno eravamo un piccolo gruppo, un mosaico di provenienze e caratteri: Barbara, con la sua energia calma e la precisione svizzera; Dimitri, suo figlio primogenito, che ho soprannominato il barone rampante, sempre in cima a una scala, silenzioso, a staccare le olive a mano, assorto nel suo regno verde.
Poi Giorgia, la figlia di Barbara, e il suo fidanzato Loïs, un giovane francese gentile e come Giorgia appassionato di cucina. In quei giorni hanno cucinato un cinghiale portato da un amico cacciatore, tre giorni di lotta in cucina, tra spezie e racconti. Io naturalmente non l’ho assaggiato, fedele alla mia dieta pescetariana, ma ho ammirato la sua dedizione, e osservato come gli altri lo hanno mangiato con gusto.
C’era Cesare, mio marito, pronto ad aiutare chi avesse bisogno di una mano; e c’ero io, a raccogliere, osservare, respirare. A completare la compagnia, tre simpaticissime donne di Monterotondo Marittimo — Gabriella, Gioconda e Paola, amiche d’infanzia di Barbara. Sono arrivate con i loro guanti e la loro esperienza, portando risate, consigli e quell’ironia toscana che rende leggera anche la fatica.
Tutti insieme, tra gli ulivi secolari, abbiamo costruito una piccola comunità provvisoria. Venivamo da Zurigo, Genova e Milano, ma la terra parlava la stessa lingua per tutti.
Qui gli animali sono felici
Accanto a noi, a rendere tutto ancora più vivo, c’era Anubi, il pastore maremmano di un anno, bianco come un orso polare, sempre pronto a giocare e a correre tra i filari, osservando con curiosità questi strani oggetti che raccoglievamo: le olive.
Sembrava chiederci: ma a cosa serve tutta questa fatica? La regina del podere, però, è la gatta Ida, ora residente a Zurigo, che con i suoi 16 anni sembrava la nonna di Anubi, piccola e saggia, bianca come lui, che osservava da lontano i movimenti del giovane cane con la pazienza di chi conosce ogni segreto della casa.
La raccolta delle olive è un gesto antico, ripetitivo, che ha qualcosa di meditativo. All’inizio ti concentri sulle mani, poi sui suoni: il fruscio dei rami, il ticchettio delle olive sui teli, il vento che sposta le fronde, e i passi felpati di Anubi ai nostri piedi. Dopo un po’ il corpo si sincronizza con la terra, e diventa naturale lavorare in silenzio. In alcuni momenti parlavamo poco, ma c’era una forma di intimità che non aveva bisogno di parole.
La sera, tornavamo alla casa. Le persiane viola si accendevano con la luce del tramonto. C’era sempre qualcosa di buono da mangiare: pane, olio extravergine d’oliva dell’anno precedente, vino locale, verdure, chiacchiere. A volte qualcuno si tuffava in piscina, come se l’estate non volesse davvero finire.
Dalla raccolta al frantoio: come nasce l’olio extravergine d’oliva di Buriano
Dopo giorni di raccolta, abbiamo portato le casse di olive al frantoio. Lì tutto si è fatto concreto. Il profumo pungente dell’olio extravergine d’oliva appena spremuto, il colore denso e verde che scendeva lento nei contenitori d’acciaio. Guardare le olive che hai raccolto trasformarsi in olio è un’emozione difficile da descrivere: un misto di orgoglio e gratitudine. Quando le bottiglie sono state riempite, etichettate e consegnate, le ho prese tra le mani con una soddisfazione quasi infantile. Quelle bottiglie contenevano la fatica condivisa, le risate, i silenzi, il vento nei capelli, il sole sul viso. Le ho portate a casa, come si portano con sé i ricordi più belli: qualcosa da conservare e da condividere.
Vivere la campagna in Maremma: relax, natura e amicizia
Ora, mentre scrivo, penso che il Podere Buriano non sia solo un luogo. È una metafora. È ciò che può accadere quando si decide di curare invece di abbandonare, di recuperare invece di dimenticare. È una storia di rinascita che riguarda gli ulivi, ma anche le persone.

Rimettere in sesto un campo è un atto poetico: richiede visione, dedizione, tempo. Ma soprattutto richiede la capacità di ascoltare la terra, gli alberi, chi lavora accanto a te, e perfino gli animali che condividono la fatica. La vita in campagna non è una fuga dalla realtà, ma un ritorno all’essenziale. Raccogliere olive non è solo un gesto agricolo, ma un modo per ritrovare un equilibrio, per restituire qualcosa a un mondo che abbiamo troppo spesso trascurato. Ogni bottiglia d’olio extravergine d’oliva che esce da quel podere racconta la stessa storia: quella di un sogno coltivato a mani nude, tra ulivi secolari e amici a due e quattro zampe, in una Toscana che continua a rinascere, ulivo dopo ulivo.
Come raggiungere il Podere Buriano
Il Podere Buriano si trova a soli cinque minuti di auto da Monterotondo Marittimo, dove si possono trovare negozi, due ristoranti e un’enoteca per assaporare vini locali e prodotti tipici.
È situato nel cuore della Maremma toscana, facilmente raggiungibile in auto da Grosseto o Pisa. Quando non è occupato dai proprietari, il podere è disponibile in affitto per soggiorni immersi nella natura, ideali per chi desidera vivere una vacanza rurale con piscina, o godere della pace e dei panorami.
Per informazioni, visitate il sito ufficiale: www.podereburiano.com.

Cosa vedere intorno a Buriano
La zona circostante offre natura e cultura da scoprire:
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Le Biancane – Parco Naturalistico Geotermico: geyser, fumarole e sentieri che evocano paesaggi lunari.
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Monterotondo Marittimo: borgo medievale con la Rocca degli Alberti e panorami mozzafiato.
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Santuario della Madonna del Frassine: pregevole statua lignea e testimonianze storiche.
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Lago Boracifero e geotermia storica: piccoli borghi e tradizione industriale della Maremma.
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Trekking e cicloturismo: sentieri come il Canyon Trail o il Monte Arsenti immersi in boschi e panorami.
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Vino Monteregio DOC: cantine locali con degustazioni di vini rossi tipici della Maremma.
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Costa Etrusca: il Golfo di Baratti e Populonia sono raggiungibili in circa 45 minuti di auto. Qui il mare si unisce alla storia: sono noti per i resti etruschi lungo la costa.
- Massa Marittima: a mezz’ora di auto dal podere, città medievale nel cuore delle Colline Metallifere, merita una visita. La sua cattedrale e il Museo della Miniera raccontano la storia della zona. Il mercoledì si tiene il mercato settimanale, perfetto per scoprire prodotti locali.
- Lago dell’Accesa: verso Follonica, è un piccolo lago immerso nella natura ideale per passeggiate, pic-nic e osservazione della fauna
- Siena, San Galgano, Volterra e San Gimignano sono a circa un’ora di macchina. Il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle a Capalbio e il giardino di sculture di Daniel Spoerri a Seggiano distano un’ora e 40 minuti, mentre Firenze si trova a circa due ore di distanza.
- Piombino e l’isola d’Elba: dista a circa 45 minuti di macchina, qui è possibile anche prendere il traghetto per l’Isola d’Elba, una meta perfetta per un weekend immersi nel mare e nella natura.
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