Trekking a Genova: essere arancioni per tanto tempo mi ha fatto scoprire luoghi all’interno del comune di cui neanche sospettavo l’esistenza. Mi sono riempita le tasche di emozioni, e ve le voglio raccontare. Oppure far vedere. Più che con le parole, parlerò con le immagini.

Ho fatto un incredibile anello partendo da Apparizione, e raggiungendo il prato dei genovesi, Pomà, passando anche da San Desiderio. Era gremito di bambini, così rari ormai a Genova.

Panorama di Genova da Apparizione

Ho così scoperto che i miei vicini di garage, due noti musicisti, Flavia e Stefano -per gli amici, la Cabruzzi Family-, hanno un video blog, che si chiama Per valli e monti su facebook e un account su You Tube. Non li ho più mollati per un mese e ho fatto quattro itinerari che suggeriva il loro vlog.

Il prato di Pomà

Mi hanno fatto scoprire il monte Contessa sopra Sestri Ponente, partendo dall’Eremo di Sant’Alberto. La prima parte si inoltra nel bosco e poi arriva sul crinale costellato di pini purtroppo non tutti in salute e cespugli mediterranei. Da lassù una vista inedita del porto di Prà. Ho in parte integrato il video dei Cabruzzi con la descrizione dell’itinerario dell’Appenninista.

Panorama dal Monte Contessa
Cesare vicino alla Croce del monte Contessa

Non mi sono persa lo strepitoso anello del rio Gambaro sopra Pegli. Tra cascatelle e panorami, casa contadine colorate e perfettamente ristrutturate, ci si imbatte anche nel ponte della Ferrovia Genova-Acqui.

Eccomi su uno scoglio del Rio Gambaro. Alle mie spalle il ponte della ferrovia Genova-Acqui

Un anello che porta in diversi ambienti e ti fa precipitare indietro nei secoli, una valle incontaminata così vicino a quello che rimane della città industriale, che in pochi decenni si è rosicchiata un territorio di estremo pregio.

Il rio Gambaro

L’anello della Baiarda sulle alture di Prà e Voltri poi? In alcuni punti mi ha ricordato passo Pordoi. Guardate le video immagini dal drone.

La cappella della Baiarda

Da colla di Prà o da Acquasanta – fermatevi a visitare il museo della carta – fin sulla vetta, un itinerario pieno di scorci sulla città, e di rocce dilavate, valli impervie, in netto contrasto con la dolcezza del mare che fa capolino nella Vu formata dalla valle.

Il porto di Prà dal sentiero per la Baiarda
Vicino al percorso per arrivare alla Baiarda

Ho poi ripercorso il tratto dell’antica via romana da Di Negro a Brin, ho camminato in lungo e in largo per la circonvallazione del Barabino, concentrata sui dettagli dei suoi meravigliosi palazzi.

Aprile è stato un mese d’eccezione, difficilmente lo dimenticherò.

Guardare ciò che è vicino con occhi diversi, l’orribile pandemia può insegnarci molto. Per me è stato importante non sentirmi in trappola, ho sfidato anche il cattivo tempo, ma ho continuato a cercare nuovi territori a due passi da casa.

Non basta una vita per conoscere Genova, è una città che nasconde nelle vallate i suoi luoghi più intimi. Scovarli è una delle più belle cose che possa capitare. A volte è un vero viaggio spazio-temporale, come se si prendesse l’areo e ci si trovasse in un posto lontano, inaspettato. Invece è lì, dove si può arrivare in un baleno. E poi fare trekking a Genova, con Pegli o Pra, Voltri o Quarto, Quinto o Sturla, il centro storico o il porto che ti guardano da laggiù ti rimette a posto per un’intera settimana.

Buon viaggio, dunque! Ci vediamo lungo la strada.

Nei mesi passati ho fatto tanti altri percorsi di trekking a Genova, in particolare vi suggerisco un itinerario che parte da Molassana.

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Pubblicato il 4 maggio 2021

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