27 febbraio 2018. Le previsioni meteo avrebbero dovuto dissuaderci. E invece no, tutti e cinque abbiamo deciso di non annullare la gita. E sabato, siamo partiti alla volta di Cappelletta Masone, sull’Appennino Ligure. In realtà l’idea è stata mia, perché da quando ho saputo che Enrico ha una casa lì, non mi sono data pace. Proprio in quel punto del mondo è scoccato il mio amore per l’Alta Via dei Monti Liguri. Ben 14 anni fa.
Tutto è cominciato quando Silvia, la mia caporedattrice al Secolo XIX, mi ha detto con aria minacciosa: «Non ti pago più il taxi per andare in trasferta in Riviera. È ora che ti compri una macchina. Se vuoi, c’è la mia che costa 1500 euro: questa è la somma che mi danno se la do indietro ora che ne sto comprando una nuova». Era una Cinquecento.
Non avevamo mai posseduto un auto Cesare e io, pedoni militanti per anni abbiamo preso ogni mezzo di trasporto per muoverci in città, in Italia, in Europa e nel mondo. E così, la prima domenica della nostra nuova vita di possessori di auto, abbiamo fatto quello che non avevamo mai fatto prima.
Cioè l’abbiamo messa in moto per raggiungere l’Appennino e ci siamo imbattuti in Cappelletta Masone. Poi, da lì siamo arrivati a piedi al Faiallo. Una camminata incredibile, con le montagne a picco lì sotto che si tuffano in mare. È così che mi sono innamorata dell’Alta Via, con cui rompo le scatole a tutti da tempo immemorabile. Merito anche di Silvia, dunque.
Un fine settimana in mezzo alla bufera
Quindi non abbiamo desistito dal weekend programmato, dicevo, e non ci è successo niente. Comunque, non abbiamo fatto più di quello che si poteva fare con quel tempo. Però non abbiamo rinunciato a stare insieme 24 ore, facendo vita in comune, cucinando e lavando i piatti assieme, bevendo del buon vino rosso e mangiando, loro eh, io no, la polenta con il cinghiale.
Inoltre, abbiamo chiacchierato a lungo, fino a notte, delle cose che più ci stanno a cuore, soprattutto della nostra città, ma anche di cultura, arte e teatro. Prima di andare tutti a dormire nei letti a castello.
Per poi la mattina dopo raggiungere Forte Geremia in compagnia di Mister Burian. Un’ora di camminata in tutto. Una strada che avevo già percorso in primavera ed estate, ma la neve dava un aspetto inconsueto alle cose.
Vi racconto tutto questo, perché fino a qualche anno fa le previsioni meteo non condizionavano così la nostra vita. Infatti, non eravamo ossessionati. C’era brutto tempo? Ebbene, si faceva quel che si poteva.
Ecco cosa ha scritto ieri Nicoletta Cinotti, una delle persone più intelligenti che conosca, sul suo blog:
“Le previsioni meteo aumentano il mio senso di instabilità. Più le controllo meno mi sento sicura. È una sensazione ben strana perché, invece, sapere prima quello che accadrà mi dovrebbe dare un certo senso di sicurezza. Invece no, più mi sento ripetere cosa accadrà più inizio a fare dentro di me scenari catastrofici. C’è scritto che piove? Mi sembra che pioverà moltissimo. C’è scritto che nevica? Vedo già gli assiderati tra i senza tetto”.
Tutto questo non succedeva qualche tempo fa, il meteo non era al centro delle nostre vite. A portata di cellulare. Per questo motivo, sarà un anno che non lo guardo più e che faccio quello che ho programmato, se non devo coinvolgere persone poco convinte. Devo dire che non mi è ancora successo niente. «Ma c’è sempre tempo», direte voi, forse.
Intorno a Cappelletta Masone, ci sono:
- le cascate del Serpente;
- il vecchio tunnel del Turchino, anche quello nuovo se è per questo;
- il Sacrario dei Martiri del Turchino che ricorda l’eccidio di partigiani e prigionieri politici compiuto nel 1944;
- Forte Geremia: costruito alla fine dell’Ottocento, ha avuto una funzione militare fino alla fine della Prima Guerra Mondiale, per poi essere abbandonato. Recentemente è stato completamente restaurato e, in questa stagione lo potete trovare aperto solo la domenica dalle 10 alle 20. Sempre meglio telefonare, soprattutto in giornate come quella che abbiamo beccato noi, al 348-9988887 o mandare una mail a emalara75@gmail.com, che i gestori, nel nostro caso, sono arrivati un’oretta in ritardo sul tempo previsto. Da quanto ho capito da alcuni post che hanno fatto su Facebook sono appassionati al loro lavoro e vanno sostenuti. Come vanno sostenute tutte le strutture ricettive dell’Alta Via dei Monti Liguri, alcune sono proprio belle. Consultate anche la pagina Facebook del Forte Geremia. Ci voglio tornare presto: mi hanno promesso che mi fanno fare una visita guidata.
- il Monte Dente (1107 m), raggiungibile con una breve deviazione dall’Alta Via.
E poi, da percorrere, la favolosa tappa n. 21 della magica Alta Via dei Monti Liguri, Passo del Faiallo-Passo del Turchino, Tempo di percorrenza: 2 ore 30 minuti, Difficoltà: T/E, Dislivello: 150 m
Tra i punti di ristoro:
- Trattoria Adriana, Cappelletta Masone, tel. 010/926022;
- La nuvola sul mare, il rifugio al passo del Faiallo, ristorante più albergo, tel 348.8829978, dove sono stata tante volte. Due anni fa ci sono arrivata da Voltri a piedi, laggiù faceva caldo, lassù c’era la neve. Un freddo da morire. Emozioni forti, in Liguria.
Ah, dimenticavo: Enrico, il nostro ospite, mi ha detto in confidenza: «Vengo in questa casa da quando son nato, ma altri quattro matti che non hanno desistito a venir su con questo tempo, non li avevo mai trovati»
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Pubblicato il 27 febbraio 2018
















