Alcune cose non finiranno mai di stupirmi. Ho appena letto un intervento di Massimo Quaini, scomparso di recente. È stato pubblicato sulla rivista Creuze dei due golfi. Ebbene, Quaini, marxista convinto, in questo intervento spiega come papa Francesco sia l’unica ancora a cui affidare il pianeta in questi momenti tempestosi. Mi sono laureata con Massimo e gli sono grata per avermi aiutata a rendere scientifico il mio lavoro sul territorio e sull’ambiente.

Premetto che, fino a che la Chiesa non concederà alle donne pari diritti e dignità, mi sarà estranea. A questo proposito ho fatto una lunga intervista a Don Gallo, tempo fa.

Ero molto religiosa. Lo sono stata fino a 14 anni. Poi ho capito alcune cose. Non mi andavano giù. E ho scelto altri percorsi.
Ora voglio analizzare insieme voi, partendo da me, l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, resa pubblica il 18 giugno del 2015. Di seguito riporto alcuni brani in corsivo.

Ne parlo in ritardo, lo so, ma quello che c’è scritto, vale ancora oggi e varrà per i secoli a venire. Se abbiamo ancora di fronte dei secoli.

Non scrivo queste cose che leggerete per far vedere quanto son brava, ma perché questi comportamenti mi fanno stare davvero meglio e quindi vorrei consigliarli a tutti. Che se in tanti stanno meglio, sto meglio anche io!
Per quanto riguarda il mio credo, niente conversione al momento, non c’è ancora da preoccuparsi.

Ecco qualche mio pensiero sparso su alcuni brani dell’enciclica Laudato si’.

La Bellezza

Non va trascurata […] la relazione che c’è tra un’adeguata educazione estetica e il mantenimento di un ambiente sano. Prestare attenzione alla bellezza e amarla ci aiuta ad uscire dal pragmatismo utilitaristico. Quando non si impara a fermarsi ad ammirare ed apprezzare il bello, non è strano che ogni cosa si trasformi in oggetto di uso e abuso senza scrupoli.

Hanno sradicato alberi ovunque. Anche nel mio condominio. O li hanno potati da renderli delle vaghe ombre di quello che erano o di quello che sarebbero potuti diventare.
L’Italia è costellata di condomini e capannoni. Intere fette di territorio sono state rubate per costruire edifici che dopo vent’anni sono stati abbandonati e ora sono lì cadenti e inutili. Poi è vero, vai – per esempio a San Gimignano – e quasi ti prende un colpo per quanta bellezza c’è in Italia. Ma la bellezza non dovrebbe essere racchiusa in alcune isole felici, recintata, dovrebbe prendersi tutto il territorio, straripare dalle mura dei centri storici. Dovrebbe essere parte di ogni pensiero consapevole. Non tutto quello che c’è in natura è nostro, semplicemente è e deve rimanere ed evolversi secondo le sue leggi. Dobbiamo metterci le mani in tasca ogni volta che ci viene in mente di fare un sopruso a un albero o a un animale. Lascia essere, lascia vivere.

Le piccole azione quotidiane

 

Se una persona, benché le proprie condizioni economiche le permettano di consumare e spendere di più, abitualmente si copre un po’ invece di accendere il riscaldamento, ciò suppone che abbia acquisito convinzioni e modi di sentire favorevoli alla cura dell’ambiente. È molto nobile assumere il compito di avere cura del creato con piccole azioni quotidiane, ed è meraviglioso che l’educazione sia capace di motivarle fino a dar forma ad uno stile di vita.

Questa è la chiave. Siamo disperati perché abbiamo perso il lavoro? Dobbiamo ridurre le spese? Andare avanti è sempre più difficile? Siamo depressi?
Prendiamoci cura di quello che ci circonda, di tutte quelle cose che, per goderne, non bisogna spendere un euro, i boschi, il mare, gli alberi dei viali. Si sta meglio, ve lo assicuro, parlo per esperienza. In Italia c’è bisogno di un vero scarto antropologico, di una rivoluzione culturale, di un diverso stile di vita, come dice Francesco.
Invece stiamo tutti a guardarci il nostro ombelico. Basta fare una passeggiata nel bosco, raccogliere la spazzatura che buttano gli altri sulle spiagge e soprattutto non lasciare più in giro bottiglie e sacchetti di plastica. Tutti diciamo: in Germania è tutto più pulito. E allora? Che tara abbiamo noi italiani se non riusciamo a farlo?

Lo spreco

Evitare l’uso di materiale plastico o di carta.

E accettare di buon grado la differenziata. Non vi racconto quel che è successo a Sanremo da quando il Comune l’ha imposta, a Genova nel mio quartiere non c’è ancora la raccolta dell’umido.

Ridurre il consumo di acqua.

A me lo hanno insegnato gli amici inglesi quando avevo vent’anni, ma in quante case vedo ancora l’acqua scorrere a fiumi? Un tempo era gratis, ora non più. Nonostante questo se ne consuma ancora troppa pro-capite

Cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare.

Quando a casa degli amici vedo il frigo pieno di cibo che mai verrà mangiato, mi prende lo scompenso. In compenso il nostro è sempre vuoto, lo usiamo solo come congelatore per le cose che avanzano e mangiamo le cose che compriamo in giornata.
Il nostro frigo è quindi un deserto. Me lo hanno detto in tanti ospiti, stupiti. Ma così non buttiamo mai via niente. Mai. Perché non provarci. I primi tempi anche io facevo difficoltà, ora ne sono felice.

L’amore per le piante e gli animali

Trattare con cura gli altri esseri viventi.

Questo è il passaggio dell’enciclica che sento più. Il rispetto per tutto ciò che vive e che soffre, anche per colpa nostra. Si è anche scoperto da poco che le piante hanno emozioni e che comunicano tra loro. Si passano parola se c’è un pericolo. La prossima frontiera dei diritti civili sarà dare pari opportunità a tutti i viventi. Questo non vuol dire necessariamente diventare vegetariani e tanto meno vegani, ma trattare con rispetto e affetto le creature che incontriamo sui nostri percorsi.

L’inquinamento

Utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone.

Cerchiamo di usare le bici elettriche, i mezzi pubblici, i taxi collettivi se si può. La pianura padana è la zona più a rischio d’Italia, Torino è la città più inquinata d’Europa e l’ottava del mondo.

Piantare alberi.

Per il mio compleanno mi hanno regalato delle ghiande. Lo ho piantate in un vasetto sul mio terrazzo. Se la quercia verrà fuori, la porterò in un bel punto dell’entroterra e andrò a trovarla il più possibile. Un pensiero così scaccia via la melanconia e la paura.

Spegnere le luci inutili.

È da sempre la mia più grande lotta in casa. Il mio compagno, figlio di un dipendente dell’Enel, è cresciuto in una famiglia che pagava la bolletta ridotta, per loro era un bonus aziendale. Ebbene, non ci sono ancora riuscita, ma lo amo lo stesso. È il vivente che preferisco, ha altri pregi.

Il riciclo

Riutilizzare qualcosa invece di disfarsene rapidamente, partendo da motivazioni profonde, può essere un atto di amore che esprime la nostra dignità.

Amo circondarmi di poche cose, anche perché una volta che le ho comprate non riesco a disfarmene senza andare contro la mia visione etica. In più sono belli gli spazi vuoti e i muri bianchi, senza troppi orpelli. Ti permettono di pensare. Una casa piena di oggetti ingombra la mente.

Migliorare il mondo

Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. Tali azioni diffondono un bene nella società che sempre produce frutti al di là di quanto si possa constatare, perché provocano in seno a questa terra un bene che tende sempre a diffondersi, a volte invisibilmente. Inoltre, l’esercizio di questi comportamenti ci restituisce il senso della nostra dignità, ci conduce ad una maggiore profondità esistenziale, ci permette di sperimentare che vale la pena passare per questo mondo.

Vi assicuro che è vero. Da quando ho rivoluzionato il mio stile di vita, la depressione è una cosa dimenticata. Mi mettono gioia le piccole cose dietro alle quali ci sono grandi pensieri. Mi commuove un capriolo che cammina nella neve, una primula che spunta nell’aria gelida, il mare arruffato d’inverno, un casolare in pietra.
Da quando ho l’età della ragione, ho sempre sentito l’esigenza di cambiare il mondo. Tante sono le modalità che ho cercato, per farlo. Tutte giuste o tutte fasulle, non importa. Ma da una decina d’anni ho capito quanto sia importante ogni singolo gesto quotidiano. Anche se è una cosa piccola piccola, però lo sappiamo tutti che, come dice il saggio, se una farfalla batte le ali a Pechino, a New York si scatena una tempesta.
Quindi ben vangano i piccoli gesti quotidiani di tutti noi. E che sia tempesta.

Grazie Francesco, e ora ricordati delle donne e del sacerdozio femminile. Chissà che non ritorni a mettere il naso in Chiesa 🙂

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4 Comments

    • Laura Guglielmi Reply

      Grande soprattutto San Francesco, grande maestro 🙂

  1. Brava. Sai che molte cose che fai io le penso e le faccio da tempo? Il frigo vuoto è una cosa che ci accomuna. Tra l’altro lo guardo con diffidenza perché nel freddo proliferano i microbi e non mi va di pulirlo con i prodotti vari perché penso che finiscano nei cibi. Non credo sia facile abituare a una vita consapevole. Tutto dimostra il piacere dello spreco e della “padronanza”. Tra l’altro l’idea di essere stati creati o di avere qualcosa sopra la nostra posizione di “capi” ci turba. Uccisa la critica e appianate le differenze anche nel “dono”. Vince la media, la mediocrità che rende tutti eguali. Aventi però diritto ad essere “eccezionali”. Ognuno vuole essere eccezione. Tutti vogliono essere eccezione e per esserlo non possono stimare altri lo sia. La mente ha preso questa piega individuale di onnipotenza. È il caos e nessuno guardando altro da sé stesso se ne accorge. Non avranno coscienza i robot ma avrà robot la coscienza. Mi spiace. Parliamoci sino a che ci lasceranno riconoscere, sino a che lo sapremo fare. Dalla galera della globalizzazione porgo lime per le sbarre, ma in molti divorano la torta è ingoiato la lima. Tu conservala.

    • Laura Guglielmi Reply

      Io credo di farlo anche per me stessa, perché da quando lo faccio sto molto meglio! E un consiglio che voglio dare a tutti, senza trionfalismi, Luciana!

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