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famija sanremasca

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Mio padre Gino Guglielmi oggi, 28 ottobre, avrebbe compiuto 94 anni, invece è morto 22 anni fa. Aveva tanti amici, appassionato gourmet, buon bevitore, amava la compagnia, ma era vittima di un’ossessione, far rivivere una Sanremo ormai scomparsa. La città della Riviera in cui, da metà Ottocento, avevano soggiornato personaggi come Alfred Nobel o Edward Lear, l’imperatrice russa Maria Aleksandrovna o il Kaiser Federico III.

La Famija Sanremasca, di cui è stato entusiasta segretario per anni, gli ha intitolato un premio di poesia dialettale, la consegna degli elaborati è per il giugno 2021. Per info: leggi le foto in fondo dell’articolo.

Spesso nel blog ho pensato di parlarvi di mia mamma, Carla Cassai, della sua lenta agonia, che è durata anni. C’è un momento della nostra vita nel quale succede a tanti di noi: avrei voluto raccontare una storia dura che accomuna tanti miei coetanei e non solo, avere i genitori anziani che hanno bisogno di essere accuditi.  È morta venerdì scorso.

La mia famiglia mi ha chiesto di fare un discorso durante il funerale, che pubblico di seguito. Alla fine il prete mi ha redarguita: «Bel discorso, però lei ha commesso errori teologici. Sua mamma da lassù la vede e la pensa ancora».

Non finirò mai di essere sgridata! Comunque gli errori teologici in realtà non li ho fatti io ma il premio Nobel per la Letteratura Luigi Pirandello, che ho citato nel mio discorso, mica uno qualunque.