Tag

Mikrokosmos

Browsing

Ci colpì tutti di sorpresa la morte di Edoardo Sanguineti, il 18 maggio del 2010. Sono già passati dieci anni. Fu una cosa improvvisa, un trauma per tanti suoi studenti, amici e lettori. Una delle figure più importanti della cultura del Novecento ci lasciava.

Per questo decennale sono previsti degli eventi on line e io voglio invece ricordarlo con una delle interviste che gli ho fatto per il Secolo XIX (9 febbraio del 2005).

Mikrokosmos, per conoscere Edoardo Sanguineti da vicino

La cosa più cara a Edoardo Sanguineti è la moglie Luciana e la sua paura più grande è il dolore fisico. Vorrebbe vivere nell’Africa nera e ama le aringhe crude. Del suo aspetto fisico non cambierebbe niente, “ognuno ha la faccia e il naso che si merita”. Il poeta si apre e parla di sé, dei suoi gusti e della sua vita. Un libro originale Mikrokosmos (Feltrinelli, pg. 336), dove si vengono a conoscere aspetti inediti della sua vita.

Edoardo Sanguineti voleva fare il ballerino

È un’antologia di poesie, densa di riferimenti culturali e storico-sociali come tutta la sua produzione letteraria. Però è arricchita da una biografia dove si viene a sapere, tra le altre cose, che uno degli intellettuali più significativi del Novecento italiano, da piccolo voleva fare il ballerino. Però, per sbaglio, gli venne diagnosticata una grave malattia cardiaca e dovette rinunciare al suo sogno.

Edoardo Sanguineti e Rosa Luxemburg

I suoi poeti sono Lucrezio, Dante e Baudelaire. I film più amati, i primi tre di Buñuel. L’eroina? Rosa Luxemburg. Tutte informazioni che un attento lettore di Sanguineti sa già rintracciare nei suoi testi.
Il curatore di Mikrokosmos è Erminio Risso, con cui il poeta ha stabilito ormai un lungo sodalizio.

Tutto è iniziato quando, nel 1994, Risso si è laureato con Sanguineti. Si è già occupato di due testi teorici del maestro, “Il chierico organico” e “Ideologia e linguaggio”, oltre che della mostra “Magazzino Sanguineti”, esposta a Palazzo Ducale nel 2004.

Mikrokosmos è una raccolta autonoma dove si riprende l’intera esperienza poetica di Sanguineti dal 1951 al 2004, con qualche poesia inedita. Le raccolte uscite in passato – da Laborintus a Purgatorio de l’Inferno, da Stracciafoglio a Scartabello, da Rebus a Corollario – mantengono in Mikrokosmos, pur se è stata applicata una selezione, le caratteristiche originali.

Nella seconda parte del libro sono raccolte, invece, le poesie prodotte in occasioni particolari, come durante la collaborazione con Enrico Baj o dopo eventi storici particolari oppure scritte per committenze esterne.

Aveva previsto la globalizzazione in tempi non sospetti

Un elemento che viene fuori avendo sott’occhio l’intera produzione sanguinetiana – come scrive lucidamente Risso nell’introduzione – è una sorta di attenzione ante litteram alla globalizzazione intesa come nascita del mercato mondiale e quindi come circolazione di esseri umani, merci e culture.
Le poesie di Sanguineti sono dense di riferimenti: riesce questa complessità a entrare in rapporto con il mondo contemporaneo basato sulla velocità della comunicazione? «Stiamo vivendo un momento critico, ma credo che ora si tenda a reagire alla velocità con un atteggiamento più pacato – mi spiega Sanguineti – Anche i giovani stanno vivendo con un certo turbamento questa accelerazione. Per questo le letture pubbliche di poesie hanno ancora un certo successo. La poesia necessita di un ascolto concentrato e non ansimante. La gente vuole riflettere e discutere assieme».

Edoardo Sanguineti e le donne


Nella Ballata delle donne il poeta scrive: la donna non è cielo, è terra, carne di terra che non vuole guerra. Qual è la sua opinione sulla diversità femminile? «Le donne sono figure di pace, sono per la vita e non per la morte. La loro consuetudine secolare ad accudire i figli e la famiglia le ha portate ad una profonda ostilità nei confronti della violenza. Anche oggi, che hanno acquisito un ruolo diverso, conservano questa ricchezza».

C’è una sua poesia a cui è particolarmente legato? «La poesia che ogni poeta ama di più è quella che deve ancora scrivere».
Nessun rimpianto per non aver fatto il ballerino di danza classica? «Ho tramutato questa passione in qualcos’altro. Mi è rimasta una grande amore per la musica e la poesia. Non è una caso che abbia collaborato con tanti musicisti. E che mi sia rimasto un grande interesse per il corpo e per il ritmo».

Se vuoi dirmi qualcosa contattami o -per seguire i miei reportage, articoli o racconti- iscriviti al mio gruppo su Facebook Grazie.