In una lunga intervista, Mauricio Rosencof, commediografo e amico del Pepe Mujica, presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015, racconta gli anni di lotta e di carcere, durante la dittatura. Ripubblico questa intervista di 10 anni fa perché ho molto a cuore la libertà di pensiero e d’azione. Ora il Frente Amplio che sosteneva Mujica ha appena rivinto le elezioni.
Quando sono partita per l’Uruguay a luglio del 2014, avrei voluto intervistare el Pepe, un uomo che si è fatto conoscere in tutto il mondo, per aver rinunciato al 90% del suo stipendio da capo dello stato e alla casa presidenziale. La sua frase che mi è rimasta scolpita nel cervello è: «Povero è chi desidera avere sempre di più». Il presidente Mujica ha dato in beneficienza il 90% del suo stipendio e ha deciso di vivere in un quartiere povero di periferia, piuttosto che nel suntuoso palazzo presidenziale.
Invece, il regista teatrale Mario Jorio mi ha dirottato sul commediografo Mauricio Rosencof, compagno di prigionia del Pepe Mujica durante la dittatura degli anni Settanta, e che su quella terribile esperienza ha scritto un libro La Memorias del Calabozo.
Ottima idea, ho pensato, il Pepe lo hanno intervistato tutte le testate giornalistiche del mondo, Rosencof invece molte meno.
