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Mary Shelley romanzo biografico

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Finalmente, sul mio sito, parlo del libro che è uscito prima dell’estate e che mi accompagna però dall’adolescenza Mary Shelley. La meravigliosa Creatura (Morellini).

Perché raccontare Mary Shelley

Per molto tempo Mary Shelley è stata conosciuta soprattutto attraverso due definizioni: la moglie di Percy Bysshe Shelley e la giovanissima autrice di Frankenstein. La sua vita, invece, è rimasta molto più in ombra. Si conoscevano alcuni episodi straordinari, ma molto meno la donna che li aveva vissuti, il lungo percorso della sua esistenza, le sue relazioni, le sue perdite, il suo lavoro e la sua evoluzione come scrittrice.
È proprio questa Mary meno conosciuta che ho voluto raccontare.
Quando ho cominciato a lavorare a questo libro, non volevo raccontare soltanto la storia dell’autrice di Frankenstein. Volevo raccontare Mary nella sua interezza: la bambina, la figlia di Mary Wollstonecraft e William Godwin, la giovane innamorata, la madre, la scrittrice, la viaggiatrice, la vedova. E soprattutto la donna che, attraverso una vita segnata da perdite e difficoltà, è riuscita a costruire una propria identità.
Per questo ho scelto di raccontare la sua storia in prima persona.
Mary prende la parola e racconta la propria vita, dall’infanzia fino agli ultimi anni. Attraverso i suoi occhi vediamo anche le persone che le sono state accanto, e soprattutto Percy Bysshe Shelley.

Percy Shelley visto attraverso gli occhi di Mary

Nel mio romanzo Percy Bysshe Shelley non è soltanto il grande poeta romantico che conosciamo attraverso i libri. È l’uomo che Mary ha amato, con cui ha condiviso anni di viaggi, passioni, difficoltà, lutti e una straordinaria complicità intellettuale.
Raccontare Percy attraverso la voce di Mary mi ha permesso di avvicinarmi a una relazione molto più complessa di quella che spesso emerge dalle biografie.
Ci sono l’amore e la passione, naturalmente, ma anche le gelosie, i tradimenti, le incomprensioni, le difficoltà economiche e il dolore. E c’è soprattutto una donna che osserva l’uomo che ama e cerca di comprenderlo.
È questo lo sguardo che ho voluto restituire.

Prima di Frankenstein c’era Mary

La storia di Mary Shelley non comincia con Frankenstein.
Per comprenderla bisogna tornare alla sua infanzia londinese, alla figura della madre Mary Wollstonecraft, la prima teorica femminista, morta pochi giorni dopo averla messa al mondo, e a quella del padre William Godwin, filosofo e scrittore radicale.
Mary cresce in una casa piena di libri e di idee, in un ambiente intellettuale straordinario e anticonformista. È una ragazza che impara molto presto a confrontarsi con domande sulla libertà, sull’amore, sulla società e sul ruolo delle donne.
Poi arriva Percy.
A sedici anni Mary fugge con lui dall’Inghilterra e comincia una vita fuori da ogni convenzione. Il viaggio attraverso l’Europa, la Svizzera, il Lago di Ginevra e gli incontri con Lord Byron e gli altri protagonisti del Romanticismo costituiscono uno dei periodi più intensi della sua esistenza.
Ed è proprio in questo contesto che nasce l’idea di Frankenstein.

Come è nato Frankenstein

La nascita di Frankenstein è diventata una delle grandi leggende della letteratura. Ma dietro quella notte del 1816, quella famosa sfida a scrivere una storia di fantasmi e l’immagine della Creatura, c’è una donna molto giovane che aveva già conosciuto il lutto, la perdita e la paura della morte.
Nel romanzo ho cercato di raccontare Frankenstein non come un episodio isolato, ma come il risultato di un percorso umano e intellettuale.
La nascita, la morte, la maternità, la scienza, la responsabilità di chi crea: sono temi che attraversano la vita di Mary e che entrano nella sua opera.
La Creatura di Frankenstein nasce dalla fantasia di una ragazza di diciotto anni, ma dietro quella fantasia c’è già tutta la complessità della sua esperienza.

La vita di Mary Shelley dopo Frankenstein

Un altro aspetto che mi interessava particolarmente era raccontare ciò che accade dopo.
Mary Shelley viene spesso ricordata soprattutto come la giovanissima autrice di Frankenstein. Ma la sua vita continua per altri decenni.
Dopo la morte di Percy, nel 1822, Mary deve crescere il figlio Percy Florence, mantenersi attraverso il proprio lavoro e difendere la memoria del marito.
Diventa scrittrice, curatrice, biografa. Viaggia. Scrive romanzi e racconti. Continua a leggere e a studiare. E soprattutto costruisce, con grande determinazione, la memoria di Percy Shelley.
Per questo il mio libro abbraccia tutto l’arco della vita di Mary Shelley, dall’infanzia alla morte.
Non volevo fermarmi alla ragazza che aveva scritto Frankenstein, come succede per molti romanzi e film su di lei. Volevo arrivare alla donna che è poi diventata.

L’Italia, Lerici e Casa Magni

L’Italia occupa una parte fondamentale della vita di Mary e Percy Shelley.
Qui trascorrono alcuni degli anni più felici e più dolorosi della loro esistenza. Qui Mary vive tragedie terribili e qui, nel 1822, Percy trova la morte dopo essere salpato da Livorno diretto verso Lerici.
Casa Magni, a San Terenzo di Lerici, è uno dei luoghi che sento più vicini.
Nel 2017 la proprietaria di allora mi invitò a trascorrere una notte nella casa perché ne scrivessi. Ho dormito proprio a Casa Magni, nelle stanze in cui Mary e Percy Shelley avevano vissuto e qui lo racconto. È stata un’esperienza particolare: vedere una casa dal di fuori è ben diverso che dormirci dentro.
Il mare era lì, appena oltre la casa. E sapere che da quello stesso luogo Percy era partito per il suo ultimo viaggio rendeva quella notte ancora più intensa.

Mary Shelley. La meravigliosa Creatura

Il titolo del romanzo, La meravigliosa Creatura, naturalmente richiama la Creatura di Frankenstein. Ma per me quella definizione riguarda anche Mary stessa.
Una creatura meravigliosa, nel senso più profondo: una donna che nasce in un’epoca in cui alle donne viene concesso pochissimo spazio e che riesce comunque a costruire la propria voce.
Mary perde quasi tutti i suoi figli. Perde Percy. Perde persone amate. Attraversa difficoltà economiche e sociali. Viene giudicata e spesso fraintesa.
Eppure continua a scrivere.
È questo, forse, ciò che mi ha affascinata più di ogni altra cosa: la sua capacità di trasformare il dolore in immaginazione e l’esperienza in letteratura.

Una storia raccontata dalla voce di Mary

Scrivere questo libro ha significato per me fare un lungo viaggio dentro la vita di una donna che, a quasi due secoli dalla sua morte, continua a porre domande sorprendentemente contemporanee.
Ho cercato di mantenere il più possibile il legame con la documentazione storica, ma ho scelto la forma del romanzo perché volevo che fosse Mary Shelley a raccontarsi.
I fatti appartengono alla storia; la voce, i dialoghi e la forma narrativa appartengono invece al romanzo. È una distinzione importante, perché non volevo scrivere una biografia tradizionale. Volevo provare a restituire a Mary una voce e, attraverso quella voce, raccontare anche il mondo straordinario in cui è vissuta.

La traduzione spagnola di La meravigliosa creatura

E finalmente posso dare anche una notizia che mi rende particolarmente felice: Mary Shelley. La meravigliosa Creatura sarà tradotto in spagnolo.
La nuova edizione porterà la storia di Mary anche ai lettori spagnoli e per me è emozionante vedere questo romanzo cominciare un nuovo viaggio oltre i confini italiani. Mary, del resto, è stata una grande viaggiatrice. Forse è giusto che continui a viaggiare anche attraverso i suoi libri.

Per approfondire:

Mary Shelley a Lerici, un paesaggio incantato

 

A San Terenzo di Lerici, ho dormito una notte con Mary Shelley

Mary Shelley. La meravigliosa Creatura, lo puoi trovare qui.

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