Vacanze intelligenti? Anche no. Non tutti prendono le ferie ad agosto, però la maggioranza sì. Un po’ perché è il periodo più caldo dell’anno, un po’ perché molte aziende chiudono i battenti e mandano i dipendenti in ferie forzate. Anche se quest’anno tutto sarà differente. Molti in vacanza non ci andranno proprio, devono pensare a mettere insieme il pranzo con la cena. Non è un anno qualsiasi. Lo sappiamo bene.

Alla spiaggia

Eccomi in spiaggia, in pochi metri quadrati, a boccheggiare anche in acqua. Perché una bambina mi ha appena stordito con un colpo di pinna in faccia oppure perché non appena mi sono messa a fare il morto (ora qualcuno dice stellina, pare sia più politically correct) un ragazzino con la maschera mi ha cozzato con la testa sul fianco sinistro.

Come fai a incazzarti? Povera bimba, povero ragazzino, quest’anno non sono neanche andati a scuola e sono appena arrivati dalla città, uscendo dalle quattro mura dell’appartamento che li teneva carcerati – quest’anno più che mai – e ora nuotano felici e tu gli rovini la festa?

Autostrade e aeroporti

C’è tanta coda, soprattutto in Liguria, le autostrade si stanno sfasciando pezzo dopo pezzo. Chissà se le coste italiane saranno prese d’assalto come al solito, ma anche su certi sentieri delle Dolomiti si rimarrà incolonnati, come se si fosse in autostrada? Mi han già detto gli amici, che in Val d’Aosta c’è già un gran pienone. E gli aeroporti, che or ora fanno paura a tutti?

Ma ad agosto non sarebbe meglio rimanere a casa? No, perché abbiamo tutti un gran bisogno di sentirci vivi. Dopo quello che abbiamo passato.

Cosa significa vacanza?

Questo pensavo l’altro giorno al mare – non un pensiero né particolarmente intelligente né terribilmente originale – quando mi è venuto in mente di guardare sullo smart-phone il significato di vacanza.

Da Alberto Sordi a Giorgio Manganelli

Ecco, cosa dice, tra le tante cose l‘enciclopedia Treccani on line: “vacanze intelligenti (suggerita da un episodio del film Dove vai in vacanza? del 1978), per indicare il tipo di vacanze nelle quali il riposo si concilia con attività di svago culturale”.

E poi suggerisce una frase fulminante di Giorgio Manganelli: “Detesto il concetto di vacanze intelligenti, che recentemente ha avuto gran successo; mi pare presupponga che l’anno sia tutto idiota, eccetto quei quaranta giorni”.

Ecco le vacanze intelligenti del povero Alberto Sordi

vacanze intelligenti
Alberto Sordi e Anna Longhi in “Vacanze intelligenti”, uno degli episodi del film

Questa la trama secondo wiki, che ricordo soprattutto per i giovani che forse neanche sanno chi era Alberto Sordi: “Le vacanze estive di Remo e Augusta Proietti, veraci popolani romani, vengono per la prima volta organizzate dai loro figli, ormai quasi tutti prossimi alla laurea che, forti della loro cultura superiore, pongono fine alle vacanze rilassanti dei genitori per rimpiazzarle con visite a musei, città e luoghi d’interesse artistico nonché improbabili concerti”.

Alberto Sordi alla Biennale di Venezia

Tra le tappe c’è la Necropoli della Banditaccia a Cerveteri e la Biennale di Venezia. Se guardate il film, o anche qualche brano su you tube, vi renderete conto quanto sia improbabile per una coppia così mettere piede alla Biennale di Venezia. Però ci sta, eccome se ci sta. Un’esperienza che non dimenticheranno mai più. E lo spettatore ride a crepapelle alle loro spalle.

Eccoli qui alla Biennale di Venezia: esilarante, non perdetevelo

Ecco le vacanze intelligente di Giorgio Manganelli

Però poi mi sono soprattutto soffermata a pensare a Giorgio Manganelli, raffinato intellettuale, membro del gruppo 63, che non sopportava la definizione vacanze intelligenti. A me non è che dispiaccia, ma non ci avevo mai ragionato su. Però è vero, il cervello va nutrito tutto l’anno proprio come dice lui, che così continua:

“Sappiamo che le vacanze sono per lo più intellettualmente moleste; ché non sarebbe gran danno, non fosse che sono chiassose, afose, ciarliere, euforiche, prodighe; così che, anno dopo anno, vanno assumendo l’aspetto di un disturbo mentale di massa. (…)

Chi si voglia tenere sul sicuro si chiuderà in casa, meglio se in una unica stanza, con scuri abbassati, catenaccio alle porte, telefono staccato, camminar solo di pantofole, strascicato e morbido (…)

Essendo la vacanza un momento patologico, la scelta è tra la demenza gestita collettivamente, e la demenza privata (…). Oltre tutto, nessuno vieta che il demente in proprio legga libri, purché ne sfogli le pagine con castissimo e dimesso fruscio; ma non giornali, che in quel tempo sono sempre euforici di annegamenti e disgrazie in montagna.

E poi è impossibile sfogliare un giornale senza frastuono, e in tal modo si rientrerebbe nelle vacanze del contagio di massa. Mai più.”

Giorgio Manganelli, Improvvisi per macchina da scrivere (1989).

E nel 1989, quando ha scritto questo testo, non c’era neanche la paura degli attentati che ci ha tormentato per anni e tanto meno di un virus che in molti hanno paragonato all’influenza spagnola, che cento anni fa ha fatto milioni di vittime. Ma andiamo pure in vacanza, stando attenti al rispetto delle regole igieniche.

Forse oggi Manganelli – mente lucida e ironica – avrebbe mandato tutta l’umanità in vacanza per un po’. Ne stiamo combinando di tutti i colori.

Insomma, buone vacanze cari lettori. Mi raccomando, l’intelligenza non va sprecata tutta in un mese. Che già ne abbiamo poca tutti quanti.

Aggiornamento di un articolo pubblicato la prima volta il 3 agosto del 2016

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