L’ho fatto e per ben due volte. Sono finalmente andata a ripulire i sentieri che percorro sempre a piedi, dando per scontato che ci sia sempre qualcun altro che lo fa per me.

Lo scorso dicembre la galaverna-gelicidio ha fatto strage di migliaia di alberi nell’entroterra ligure. In certe zone è un vero disastro. Il cuore si stringe ad attraversare quei territori. Ebbene è successo anche nel comune di Fraconalto, dove passa la via Postumia, l’antico percorso che porta da Aquileia, in Friuli, a Genova, in Liguria. L’ultimo tratto attraversa Gavi, Fraconalto e Pontedecimo.

Roberto Pisani dell’agriturismo la Sereta, di cui ho già scritto, ha fatto un appello. Eccolo qui:

SOS  Galaverna (o gelicidio)

L’appello

Per far fronte ai danni causati dal gelo abbiamo deciso di chiamare a raccolta persone che vogliono dare una mano per liberare strade secondarie e sentieri dagli alberi e rami caduti.

Ospitalità gratuita

Per chi viene da lontano metteremo a disposizione gratuitamente alcuni posti letto; è preferibile arrivare muniti di sacco a pelo, si chiede disponibilità a dormire con altre persone e, soprattutto, di avvisarci al più presto. Ci sarà cibo disponibile per i pasti, e si chiede una piccola offerta per le spese e/o chi vuole porti qualcosa. Anche se siamo in un agriturismo, questa volta non serviremo lauti pranzi ma chiediamo anche la disponibilità di qualcuno in cucina e per alimentare la stufa, anche perché Barbara si è infortunata ad un ginocchio e non ci potrà aiutare. Appuntamento ogni mattina qui alla Sereta alle 08:30 per il caffè.

Decido di partire

Ebbene sono andata a metà gennaio, ci ho dormito due notti.
E ci sono tornata una seconda volta.
E ora eccomi qui di nuovo.

Bello lavorare insieme

Intuisco cosa devo fare, nessuno me lo dice. Siamo una decina, conosco solo Roberto e Cesare, ma subito sento l’affiatamento. Prima due di noi con la motosega fanno a pezzi alberi precipitati a terra o che pendono sopra il sentiero, poi gli altri li raccolgono e li spingono giù dalla scarpata. Se i pezzi sono grandi li si ammucchia al lato del sentiero. I tronchi di alcuni castagni stecchiti dalla galaverna sono enormi.

Fa freddo, è umido, io soffro di mal di schiena, ma mi sento leggera. Come fosse una danza, raccolgo i rami più piccoli e li lancio in aria, cercando di non colpire i pochissimi alberi rimasti in vita.

Ho sofferto da morire, quando nel giardino sotto al mio appartamento hanno abbattuto un nespolo e un alloro e poi potato un altro alloro da ridurlo a 3 metri, lui che prima ne era alto almeno 15. Tutte le mattine a colazione parlavo con lui, era il mio buongiorno. Era un punto fermo, aveva tanti nidi e gli uccelli svolazzavano sul mio balcone. Ora più niente.

Adesso sono qui a raccogliere le spoglie di questi meravigliosi castagni, alcuni maestosi. Per liberare il sentiero, perché deve essere di nuovo percorribile, perché una delle cose più importanti che la vita ci offre è attraversare i boschi. È bello essere tutti qui insieme, uniti da uno scopo comune, con uno spirito fraterno, cosa rara di questi tempi. Perché lo faccio? Perché sento un’esigenza forte di dare il mio contributo quando e dove posso per migliorare la qualità della vita e la convivenza tra noi tutti.

Roberto che sega un castagno
Roberto che sega un castagno precipitato sul sentiero

Ho chiesto agli altri i loro perché.

Roberto, il proprietario dell’agriturismo:

«Dopo un disastro simile, abitando qui ho capito che, se non si interviene come stiamo facendo, questi sentieri rimangano così per tanto tempo. È importante fare in modo che gli escursionisti e gli abitanti possano percorrerli di nuovo. Poi mi piace che queste cose si facciano insieme, con uno spirito collaborativo e di gruppo. È bello che tutti dimentichino le proprie faccende quotidiane e si dedichino ad un progetto comune».

Alberto di Varese:

«Collaboro in parte alla tracciatura e alla manutenzione della via Postumia. Questa volta, vista la galaverna che ha isolato l’Agriturismo La Sereta, che è un posto tappa importante, sulla Postumia, siamo venuti a liberarla. Roberto ci ospita, ci mantiene, ci conforta in questo lavoro. Poi, amo l’escursionismo e mi sembra doveroso essere qui a sostenere chi è rimasto colpito dall’inclemenza della natura. In tanti anni che vado per sentieri non avevo mai visto niente di simile».

Andrea di Genova:

«Sono venuto perché mi piace stare a contatto con la natura e aiutare un amico. Mi piace questa scelta di Roberto in piena coerenza con il suo stile di vita e poi il posto è molto bello».

Sergio di Bosio (AL):

«Sono qui perché sono un escursionista e perché, se i sentieri sono ostruiti, bisogna liberarli. Quando vedo questi spettacoli e il bosco che soffre, soffro anche io. Se do una mano al bosco è come se aiutassi anche me stesso. Il bosco è la vita, dove nasce tutto e dove tutto si rigenera da solo, anche senza l’intervento umano. È solitudine, è fluire dell’energia, della forza della natura. È un rifugio, è una casa per me, un luogo dove mi nascondo e mi rigenero anche io con lui».

Franco di Novi Ligure:

«Amo la natura, l’ambiente. Contro la mentalità corrente, cerco di impegnarmi in prima persona. Sono qui per aiutare a rendere di nuovo agibile la via Postumia, un’antica strada che ha origine nella notte dei tempi. È importante valorizzare questo percorso storico e naturalistico».

Paola di Genova:

«Sono amica di Roberto e Barbara. Quando posso trascorro del tempo qui con loro. Non lavorare solo per se stessi ma per la collettività è importante».

Paola di Recco:

«Era una cosa che volevo fare e l’ho fatta. Così incontro amici, sto nel bosco e fuori dalla città. Poi c’è anche il desiderio di compartecipare alla salvaguardia della natura».

Cesare di Genova:

«Volevo vedere fino a che punto fossi capace di intervenire nella natura in modo pratico. Si è rivelata un’esperienza faticosa ma molto positiva. Liberare il sentiero di tronchi e rami è stato molto liberatorio. È importante vedere, con grande soddisfazione, il sentiero rinascere e ritornare percorribile».

Raffaele, figlio di Roberto:

«È un gesto utile per tutti. Anche se questo sentiero è vicino a casa mia. A me piace perché parti da una situazione dove tronchi e rami occupano tutto il sentiero, piano piano seghi tagli sposti fino a che il sentiero non è pulito. E vedi subito il risultato di quello che hai fatto».

Alessandra di Genova:

«Sono amica di Barbara e Roberto da una vita. Visto che Barbara si è infortunata sono venuta per alimentare la stufa e per mettere su l’acqua per i lavoratori, quando tornano. Ho le ginocchia malmesse e, in questo periodo, questi lavori pesanti non li posso fare».

A marzo si riprende, non vedo l’ora!

Questo è il primo spunto del nuovo sito, viva!

Pubblicato il 14 febbraio 2018.

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